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Nella democrazia sovrana di Vladimir Putin c’è spazio anche per volti e partiti nuovi. Basta che siano ovviamente fedeli e funzionali all’apparato. Erano ormai quasi 20 anni che alla Duma non entravano altre formazioni oltre alle solite: il partito del potere Russia Unita, i comunisti di Gennady Zyuganov, i nazionalisti di Vladimir Zhirinovsky e i socialdemocratici di Sergei Mironov. Questa volta a far loro compagnia è giunta Nuova gente, invenzione degli spin doctor del Cremlino che hanno reclutato l’oligarca Alexey Nechayev e lo hanno pilotato oltre la soglia del 5 per cento, aprendogli le porte del parlamento russo. Continua su Tag43.it

Trent‘anni dopo la dissoluzione dell‘Urss, quella che Vladimir Putin ha bollato come «la più grande catastrofe geopolitica del XX secolo», la Russia si trova ancora in una fase di transizione. Il regime ibrido costruito da Putin è di fatto uno Stato autoritario con parvenze democratiche. E tra queste ci sono le elezioni parlamentari. Anche quest’anno, con il voto che si tiene dal 17 al 19 settembre, entreranno alla Duma, oltre al partito del potere Russia Unita, diverse formazioni: la cosiddetta opposizione sistemica. Continua su Tag43.it

Clima, lavoro e maggiore giustizia sociale sono i cardini del programma economico con cui Olaf Scholz, ex sindaco di Amburgo e ministro delle Finanze uscente, vuol conquistare la cancelleria. Presentate e votate dai delegati già agli inizi di maggio, tali proposte erano finite un po’ all’angolo, complici i sondaggi catastrofici che avevano accompagnato i socialdemocratici sino all’estate. Poi, di colpo, la rinascita, il recupero e addirittura il sorpasso prima sui Verdi e poi sull’Unione. Oggi, a tre settimane dal voto del 26 settembre, Scholz è il favorito e quel programma è adesso letto e discusso come la probabile base di future trattative di governo. Continua su Startmag.it

Angela Merkel ha ammesso chiaramente un paio di giorni fa il disastro occidentale in Afghanistan. «Una valutazione sbagliata. Non una valutazione sbagliata tedesca, ma una valutazione sbagliata comune», ha detto la cancelliera sottolineando come «non siamo riusciti a raggiungere quello che ci eravamo preposti». Una conclusione «molto amara» dopo una missione sotto l’egida della Nato durata 20 anni. Con Mario Draghi e gli altri leader europei Merkel deve trovare ora la strategia per affrontare la probabile emergenza profughi. Con il premier italiano è già stata discussa telefonicamente la questione della protezione umanitaria di quanti hanno collaborato con le istituzioni italiane e tedesche e soprattutto delle categorie più vulnerabili, a partire dalle donne che sotto il regime dei talebani sono le prime a rischiare la limitazione dei propri diritti fondamentali. Continua su TAG43.it

La prima volta era stata nel 2019. Alla vigilia del voto per il Parlamento europeo aveva pubblicato sul suo canale Youtube un video intitolato Die Zerstörung der Cdu (la distruzione della Cdu), visto da milioni di tedeschi, nel frattempo quasi 20, e aveva contribuito al tonfo del partito della cancelliera Angela Merkel, arretrato di 6 punti e sceso sotto il 30 per cento. Prima di allora era conosciuto solo al suo pubblico di internet e dei social, ma l’attacco diretto alla più grande formazione tedesca e soprattutto i suoi effetti sul voto lo avevano reso celebre in tutta la Germania. Rezo, nome d’arte per un talento del web di cui della vita privata si conosce poco se non il fatto che non ha nemmeno 30 anni, proviene da una famiglia religiosa. Da piccolo veniva vessato a scuola, poi ha studiato informatica e si è diplomato. È vegano e non fuma. Dettagli, come il ciuffo blu che lo contraddistingue, in una biografia che in realtà ha poca importanza di fronte all’impatto che Rezo ha avuto e può avere sulla politica tedesca.  Continua su TAG43.it