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A trent’anni dalla riunificazione tedesca ci penserà un nuovo centro di studi e ricerche a elaborare strategie economiche e sociali per accompagnare lo sviluppo delle regioni orientali tedesche. Si chiamerà con una certa enfasi Zukunftszentrum für europäische Transformation und Deutsche Einheit, Centro futuro per la trasformazione europea e l’unità tedesca, e potrebbe avere la sua sede a Francoforte sull’Oder, città al confine con la Polonia che già ospita l’Università Viadrina, accademia impegnata nelle politiche di integrazione europea con lo sguardo rivolto a Est. È una delle proposte fatte proprie dal governo e presentate dall’incaricato per il processo di unità tedesca.

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“Svenduti”. È il sentimento che aleggia nelle capitali dell’Europa centro-orientale nei confronti di Joe Biden sul tema del nord stream 2. Perché a seconda che la questione si guardi dall’osservatorio di Berlino, Mosca o Varsavia-Tallin-Praga, la prospettiva cambia. L’apparente disponibilità della nuova amministrazione americana a ricercare una qualche forma di accordo con la Germania sul raddoppio del gasdotto russo-tedesco sotto il Baltico ha scombussolato le carte al di là dell’Oder-Neisse. E poco conta che nel cambio di rotta di Washington, qualora dovesse essere confermato dai futuri incontri al vertice tra cui spicca quello tra Biden e Merkel fissato per luglio, pesi una robusta dose di realismo. Gli europei centro-orientali, freschi di ritorno in Europa e (ingenuamente?) adoranti della bandiera a stelle e strisce, si sentono adesso “svenduti” [... continua su Startmag.it]

C’è frizione fra le élites tedesche, quelle politiche e quelle economiche. È una sorta di grande freddo, insinuatosi nel corso dell’ultima legislatura e consolidatosi nei lunghi mesi della pandemia. Soprattutto con le forze di governo, accusate ora di timidezze riformistiche, ora di lentezze in investimenti strutturali (specie nel digitale), ora di introdurre leggi invasive come quelle sulla moralizzazione delle filiere, sulle quote rosa nei consigli di amministrazione o sull’obbligo dell’home office durante i lockdown. Ma anche con quelle di opposizione, o almeno con una parte di esse: con la Linke i rapporti non sono mai stati cordiali, con i Verdi, nonostante i vari tentativi di confronto e dialogo, resta una grande diffidenza su accelerazione e modalità della transizione ecologica. [... continua su Startmag.it]

Si annuncia un mese di giugno intenso per le questioni strategiche che corrono lungo l’asse centro-orientale europeo. Attorno al vertice Biden-Putin confermato per il 16 a Ginevra ruoterà anche l’incontro tra il presidente americano e Angela Merkel, che vedrà al centro dei colloqui la questione di Nord Stream 2. Non un vertice vero e proprio, ma un faccia a faccia a margine di due appuntamenti cui i due leader parteciperanno: il vertice del G7 a Londra o quello della Nato a Bruxelles. Continua su Startmag.it

Il mistero ruota attorno a quei passeggeri, forse tre, sbarcati a Minsk assieme agli arrestati Roman Protasevich e Sofia Sapega, e mai più risaliti sul velivolo poi ripartito per Vilnius. Tre nomi su cui presto dovrebbe essere fatta luce, dal momento che i dati che li riguardano sono trascritti sui registri della compagnia aerea irlandese e su quelli dei funzionari aeroportuali lituani. E allora si capirà se dietro quelle misteriose figure si nascondano uomini dei servizi segreti bielorussi (il nome è Kgb, lo stesso del vecchio apparato di sicurezza sovietico). O forse addirittura russi. Continua su Startmag.it