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Alitalia come Air Serbia?

Etihad formalizzerà a breve l'intenzione di entrare nella compagnia di bandiera italiana. Sui dettagli non si sa ancora nulla. Ma si può dare un'occhiata a quelli dell'ultimo salvataggio effettuato dagli arabi: in Serbia. 

Un aereo di Etihad (wikipedia)

di Matteo Tacconi

Come sarà Alitalia dopo l’accordo con gli arabi? Per farsi un’idea non ci vuole la sfera di cristallo. Basta dare un’occhiata dall’altra parte dell’Adriatico. Tra oggi e domani, salvo colpi di scena, la compagnia di bandiera degli Emirati Arabi, Etihad, formalizzerà con una lettera di intenti la sua intenzione di entrare nel capitale di Alitalia. Diverse le domande che vengono poste in queste ore: a quanto ammonterà l’investimento complessivo? Le quote arabe arriveranno al 49 per cento? Chi si assumerà i debiti? Che ne sarà di Malpensa? Quali i risvolti sull’occupazione?

Può essere utile, a questo proposito, guardare al più fresco investimento realizzato dal vettore di Abu Dhabi, specializzato nel salvataggio di compagnie moribonde. Il caso è quello di Air Serbia, l’ex Jat. L’accordo, annunciato l’anno scorso e finalizzato da poche settimane, ha visto Etihad rilevare il 49 per cento nella compagnia (il governo serbo mantiene ancora la maggioranza), con l’impegno di ammodernarne la flotta e l’obiettivo di fare di Belgrado – riportava tempo fa la Bbc –  sia una porta d’ingresso sui Balcani, sia un anello nella catena delle rotte internazionali di Etihad e delle sue controllate. L’esborso complessivo previsto è di 100 milioni di dollari.

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