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I giorni di Ajvatovica

Comincia domani Ajvatovica, il più grande raduno musulmano in Europa, giunto alla 504esima edizione. Si svolge in Bosnia, a Prusac. Un servizio fotografico di Robert O'Donnell, per Rassegna Est. 

Il raduno islamico di Ajvatovica, in Bosnia (Robert O'Donnell)
Il raduno islamico di Ajvatovica, in Bosnia (Robert O'Donnell)

Ogni anno, da oltre mezzo millennio, migliaia di musulmani si ritrovano nel villaggio di Prusac, vicino a Gornji Vakuf (città della Bosnia centrale) per partecipare alle giornate di Ajvatovica, il più grande raduno islamico d’Europa.

La storia

Il nome del festival prende il nome da un derviscio locale, Ajvaz-Dedi, che nel sedicesimo secolo – secondo la leggenda – sarebbe stato testimone di un miracolo. La regione, in quell’epoca, ha scarsi approvvigionamenti d’acqua. Il religioso si sarebbe fatto rivelare in sogno da Allah l’esistenza di una fonte, nei boschi, ostruita però da un’enorme roccia. Dopo avere lungamente pregato ed essersi assopito, Ajvaz-Dedi trova la roccia spaccata in due, e può finalmente rifornire d’acqua i villaggi circostanti.

La politica

Da allora, di anno in anno, il luogo è diventato meta di pellegrinaggio per i fedeli, soprattutto l’ultimo giorno, quando in migliaia si mettono in marcia da Prusac per raggiungere il luogo esatto dove si trova la pietra e raccogliersi in preghiera. Molti arrivano con i propri cavalli, da tutta la Bosnia Erzegovina. Col tempo il raduno ha assunto una valenza politica e identitaria per i bosgnacchi (musulmani) del paese, ed è spesso frequentato da esponenti politici del principale partito di riferimento per questo gruppo nazionale, l’Sda, ma anche dai turchi (in virtù dei legami culturali formatisi in secoli di dominio ottomano e ‘riscoperti’ dopo la guerra degli anni novanta). Durante il comunismo Ajvatovica venne proibito, si ricominciò a celebrare il raduno solo negli anni novanta.

L’anno scorso il fotografo italiano Robert O'Donnell (questo il link al suo tumblr personale) ha trascorso i giorni di Ajvatovica in compagnia dei partecipanti, rimanendo con loro per tutta la durata del raduno. Nelle sue foto è ritratto il volto di una Bosnia Erzegovina (a modo suo) arcaica, di cavalli e cavalieri che da mezzo millennio si radunano nello stesso posto per celebrare la propria fede. Di seguito le foto di Robert O'Donnell.

 

1 pensiero su “I giorni di Ajvatovica

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