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Aeroflop

Ancora una volta si parla del possibile ingresso di Aeroflot in Alitalia. Ma più una fantasia che un'ipotesi concreta.

(Scritto per Europa)

Un aereo di Aeroflot (Wikimedia)

di Matteo Tacconi

Tutto secondo copione. Alitalia ha approvato il nuovo piano industriale e la scadenza sulla ricapitalizzazione da 300 milioni di euro è scivolata via tranquilla, senza che nessuno abbia fatto guizzi. Tanto meno Air France-Klm. La compagnia franco-olandese ha confermato che no, non intende mettere soldi sul tavolo. Preferisce piuttosto smaltire molte delle sue azioni, attualmente pari al 25 per cento.

Ma ancora la partita non è chiusa. Alitalia, nella speranza di convincere Parigi a tornare sui propri passi, ha infatti spostato al 27 novembre il termine entro cui ricapitalizzare. Tutto scontato, anche in questo caso. E se a quella data Air France-KLM non dovesse ripensarci? Per Alitalia l’unica strada, dicono tutti, è cercare nuovi soci internazionali. O, ribaltando la questione, qualche partner straniero dovrà farsi vivo. E ce ne sono, sia europei che non, ha fatto sapere ieri Giovanni Bazoli, presidente di IntesaSanPaolo. La quota del suo istituto in Alitalia è pari all8,9%.

Sui giornali, da tempo, circolano i nomi dei potenziali acquirenti. Si parla di Air China e di Etihad, la compagnia degli Emirati Arabi, che ha appena rilevato il vettore serbo Jat, ora Air Serbia. Difficile che plani anche in Italia, insomma. In ogni caso tra i possibili investitori il più quotato è in assoluto quello russo: Aeroflot.

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