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PERCHÈ MOSCA NON PUÒ FARE A MENO DI MINSK

Alla fine è successo, senza che neppure ci fosse la grave crisi economica che ogni tanto qualche esperto paventava. I bielorussi si sono stufati di Aleksander Lukashenko, il padre padrone al potere da 26 anni, dal lontano 1994, un tempo infinito anche per l’immobile Bielorussia. È accaduto all’improvviso, sebbene i sintomi della stanchezza fossero presenti ormai da tempo nella società. Un crollo di popolarità forse anche accelerato dalla pessima gestione dell’emergenza covid, che Lukashenko ha fronteggiato con sfrontatezza, seminando incertezza e spavento. E questa volta non ci sono le milizie che tengano, la disaffezione si è estesa dai piccoli ceti intellettuali e artistici ad ampie fasce della popolazione, e dalla capitale alla provincia, dalle università ai kombinat industriali e agricoli, agli uffici dell’amministrazione pubblica. L’unica incognita è ora legata alle mosse di Putin, che ha promesso aiuti, naturalmente senza lasciar intendere di che tipo saranno. La Russia non può fare a meno della Bielorussia, ma non è detto che Putin non possa fare a meno di Lukashenko. Continua su Startmag