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COVID, DIARIO TEDESCO 9

Lunedì. La settimana si apre all'insegna delle novità e delle nuove misure di allentamento del lockdown, casualmente in contemporanea con l'inizio della fase 2 in Italia. Subito nota a margine: in Germania nessuno parla di fase 1,2,3 e via dicendo. Non so se è una strategia precisa, ma è un fatto che la numerazione crea ansia e aspettative. Annunciando semplicemente un ammorbidimento graduale (per forza di cose nello stato federale tedesco non omogeneo in tutte le regioni) la gente qui mi pare che sia meno stressata. In ogni caso: dopo la caduta delle prime misure restrittive la scorsa settimana da oggi riaprono i parrucchieri e le chiese (cioè si dice messa con pubblico); entrambe le cose non mi toccano, ma è dovere di cronaca. Già più interessante dal punto di vista personale la riapertura dei musei e degli zoo, se si ha ovviamente prole che aspetta solo di vedere i nuovi cuccioli nati, è il caso di scriverlo, in quarantena. Ma anche per questo mia figlia dovrà aspettare. Per ora seguiamo in famiglia la linea della prudenza ed cerchiamo di evitare tutto quello che non è strettamente necessario.

MARTEDÌ

Voci di corridoio dicono che a Bonn riapriranno presto anche le piscine all'aperto. In previsione di un'estate bloccati in Germania non è una notizia da poco. Saranno in ogni caso le autorità locali a decidere sulla questione, visto che le regioni potranno decidere in maniera autonoma la scaletta del lockdown per i vari settori. Considerando in ogni caso le vacanze quest'anno saranno comunque condizionate su ogni fronte, si spera che queste anticipazioni verranno confermate. Resta da vedere quali saranno le regole, dato che il virus è sempre in circolazione e lo sarà anche nei prossimi mesi. Si parla di entrante contingentate, prenotazioni online, aree riservate e altre cose del genere, con domande irrisolte sull'uso dei servizi e degli spogliatoi, ma sarà la proverbiale organizzazione tedesca a trovare le soluzioni. Altrimenti faremo a meno del surrogato della spiaggia e del mare vero, in attesa di ritornare sulle rive del Mediterraneo.

MERCOLEDÌ

Oggi è il giorno tanto atteso, quello in cui Angela Merkel e i governatori regionali annunceranno i nuovi passi verso la normalizzazione. Parola grossa, ma bisogna essere ottimisti. A trepidare di più è chi lavora nella gastronomia e nel turismo, i settori, non solo a Bonn, più in crisi. E poi ovviamente i genitori che hanno figli in età da scuola e soprattutto da asilo. La cancelliera non può accontentare tutti e la parola d'ordine è sempre, come a casa nostra, prudenza. “Stiamo percorrendo una strada coraggiosa, basta che poi la cosa non ci sfugga di mano“, ha detto la cancelliera in conferenza stampa quando ha annunciato le aperture progressive che le sono state un po' imposte dai ministri-presidenti. Il rischio paventato dagli esperti di una seconda ondata è coperto dal tetto di 50 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti superato il quale si tornerà al lockdown. A Bonn, 330mila abitanti, significa a spanne che se ci saranno oltre 150 nuovi contagi in una settimana si farà marcia indietro. A oggi, dall'inizio della pandemia, i casi in città sono stati quasi 700, 7 i morti. Negli ultimi sette giorni i nuovi contagi sono stati trenta. C'è motivo per sperare che tutto vada liscio

GIOVEDÌ

A Bonn hanno riaperto anche i parchi gioco, mentre da lunedì prossimo gli asili riprenderanno sempre in regime di emergenza, ma aumentando le categorie dei genitori con diritto all'assistenza. In quello di mia figlia saranno presenti una decina di bambini su sessanta. Più le solite quattro maestre e la direttrice. Quasi lezioni private, insomma. Al parco sul Reno trovo comunque un pugno di mamme incattivite che ce l'hanno un po' con il mondo intero, Frau Merkel e l'infettivologo Christina Drosten in primis. Hai voglia a spiegare che se si riapre in massa tutto, asili e scuole comprese, ci ritroviamo tutti come a metà marzo. Ma ormai sembra che il lockdown di qualche settimana fa sia solo un ricordo e sia stato quasi un'inutile precauzione visto che qui di emergenze non se ne sono viste. In realtà proprio perché preparati per tempo e il giro di vite sul quotidiano ha funzionato. Comunque sia: le regole della “soziale Distanzierung”, il distanziamento sociale alla tedesca che forse non era il caso nemmeno di tradurre, varranno sino ai primi di giugno e insieme con l'obbligo della mascherina sono l'asse portante verso un minimo di normalità.

VENERDÌ

Il senso del ritorno alla situazione pre-corona me lo fornisce sempre mia figlia, che con i suoi quattro anni e mezzo non ha capito molto di virus e pandemia e comunque ha avuto la fortuna di poter andare quasi sempre all'asilo e mantenere un ritmo di vita conosciuto. Oggi riapre addirittura la scuola russa, chiusa da marzo, dove andava una volta alla settimana a imparare qualche filastrocca e giocherellare con altri coetanei nella lingua di Dostoievski. Adesso le classi sono ridotte, quattro bambini anziché otto, e la lezione dura quarantacinque minuti invece di un'ora e mezza. Il mantenimento delle distanze vige anche tra i genitori in attesa, che hanno si lamentano un po' tutti: e qui mi sembra che russi e tedeschi abbiano un'inclinazione maggiore a lagnarsi più degli italiani. Sarà che io ho bene in mente come stanno andando le cose dai miei in Lombardia. Nessuno sembra prendere in considerazione a Bonn una ricaduta nelle prossime settimane: ottimisti, realisti o incoscienti? (Lettera43)

PS. La notizia della riapertura delle piscine da giugno è stata confermata.