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COVID 19, DIARIO TEDESCO 8

LUNEDÌ. Primo giorno con le mascherine obbligatorie. Ma solo sui mezzi pubblici e nei negozi. Visto che giro sempre in bicicletta e in tram mi muovo, la cosa mi tocca solo quando vado al super. In dieci minuti mi sbrigo con i basics, latte e parmigiano, e sono fuori. Al mercato invece l'obbligo è solo per i venditori, che però non sembrano molto ligi. Nessuno controlla, almeno per ora. Nei bar, per il coffee to go, la protezione (valgono fazzoletti, bandana et similia) devono averla tutti. Vado in centro in mattinata, dal tedesco che ha l'espresso migliore: tre clienti al massimo contemporaneamente, sono il secondo e uno è senza mascherina. Mi sa che anche qui vi state italianizzando, dico. Un sorriso come risposta, il cliché del tedesco che rispetta sempre le regole è una balla, e questa non è nemmeno una novità. Alla sera in tv scorrono le immagini della ministra della Difesa Annegret Kramp Karrenbauer che all'aeroporto di Lipsia ha accolto un cargo con oltre 10 milioni di mascherine cinesi. AKK è la leader della CDU, il partito conservatore della cancelliera Merkel, ed è atlantista fino al midollo. Nessun imbecille si è sognato di parlare di propaganda di Pechino. Piuttosto qualcuno si è lamentato della ressa sulla pista di atterraggio e delle distanze non rispettate. Tedeschi.

MARTEDÌ

Panico mattutino, si fa per dire, quando alla conferenza stampa che seguo via internet del Robert Koch Insitut viene comunicato che il tasso di contagio da coronavirus è risalito di un paio di decimali. Ora si è di nuovo a 1,cioè una persona ne contagia un’altra. La settimana scorsa era sceso fino a 0,7. Colpa delle aperture dei negozi e delle scuole? E chi lo sa. Dal RKI segnalano che si tratta sempre di un valore tra i tanti da tenere d'occhio e che comunque rappresenta la media in Germania, cioè in alcune regioni è maggiore, in altre inferiore. Ho accompagnato poi mia figlia all'asilo, da questa settimana i bambini sono aumentati, visto che sono cambiate in parte le regole per l'accesso ai servizi: le categorie dei genitori che sono considerati rilevanti per il sistema, cioè dovendo lavorare non possono prendersi cura dei figli a casa, sono di più. Ci vorrà comunque tempo prima che si riprenda a tempo pieno per tutti, cosa che avverrà probabilmente a partire dopo la pausa estiva, che qui termina l'11 agosto. Mi dice almeno la direttrice. Le vacanze estive cominciano l'ultima settimana di luglio (tre settimane, anziché tre mesi come in italia) e fino ad allora il regime sarà quello di emergenza, con la maggior parte dei bambini a casa. Nel frattempo arrivano i nuovi dati del RKI, il tasso dei contagi è ridisceso, appunto, niente panico. Anche se vedo sui media italiani e soprattutto sui social è ripreso il complotttismo.

MERCOLEDÌ

Quest'anno niente vacanze estive, o perlomeno all'estero. E già qui si cominciano a complicare le cose per un italiano che risiede sì in Germania, ma ha un po' di famiglia in Italia e un po' in Russia. Il problema non sarà trovare una giustificazione per spostarsi verso la Valtellina o verso Mosca (detto in soldoni, andare a trovare i parenti sarà permesso), sarà invece trovare gli aerei. E i confini aperti. Oggi il ministero degli Esteri tedesco ha avvertito che fino comunque fino a metà giugno è più che sconsigliato andare in vacanza, indipendentemente dal paese. Poi si vedrà la situazione in Europa e altrove. In ogni caso il turismo all'estero sarà questione complicata, appunto perché condizionato dalla possibilità di spostarsi anche e soprattutto in aereo. Vacanze tedesche quindi, e visto che da queste parti pensano già alla ripresa, anche nella regione di Bonn (Nordreno Vestaflia) si sta già approntando un piano che preveda entro fine maggio la riapertura di alberghi e case vacanze senza limitazioni. Se tutto andrà liscio potrebbe anche funzionare e insieme alla ripartenza della gastronomia verso metà mese, il recupero potrebbe essere relativamente veloce. Il condizionale è d'obbligo.

GIOVEDÌ

La notizia del giorno era attesa. Le regole del social distancing saranno prolungate almeno fino al 10 maggio. La cancelliera Merkel e i governatori regionali, decideranno poi le altre date per la ripresa sociale ed economica il 6 maggio, come già programmato, quando ci saranno dati più concreti e stabili sull'andamento dei contagi da quando si è allentato il lockdown. La ripartenza scaglionata, tra asili, scuole e attività economiche è sempre in relazione all'espansione della pandemia e al suo contenimento. Nonostante le critiche che arrivano da diverse parti al Bund e alle regioni (non è infatti che qui sia andato tutto liscio come l'olio e la fase due di recovery sembra essere più complicata da gestire rispetto alla prima di shutdown) è chiaro che la Germania ha affrontato bene l'emergenza e se non ci saranno improvvisi disastri ne uscirà meno acciaccata di altri. È quello che cerco di spiegare sempre al mio vicino Ernst, il pensionato del pianerottolo di fronte, uno che pur di non indossare la mascherina, ha deciso di rimanere sempre a casa, visto che comunque la sua Stammkneipe (il bar di fiducia) è ancora chiusa: quando mi chiede come stanno i miei in Lombardia gli racconto che sono ancora vivi ed è stata una fortuna non averli in una rsa, ma a casa con una fantastica badante moldava. Che Conte non sia come Merkel è un altro aspetto, ma su questi dettagli sorvoliamo sempre.

VENERDI

Da una settimana hanno ripreso anche le scuole, le classi con i maturandi almeno, ma nel frattempo paio qui nei dintorni hanno già dovuto richiudere perché alcuni ragazzi avevano avuto contatti con persone infette. Difficile trovare insomma l'equilibrio tra le nuove regole che allentano il lockdown e la responsabilità individuale: da un lato c'è la necessità ripartire, dall'altra quello di evitare ricadute, ma se qualcuno è costretto a mandare i figli in classe per poter andare a lavorare oppure non si preoccupa del fatto che la quarantena deve essere in ogni caso rispettata non se ne esce più. Nel mio piccolo ho la fortuna di poter portare i figlia all'asilo e noi in famiglia ci atteniamo alle nuove regole del social distancing, tra lavoro e vita quotidiana. Tutto sommato siamo dei privilegiati e proviamo a fare il nostro dovere per evitare di dover fare tra un paio di settimane qualche passo indietro. Buone notizie arrivano dai numeri di Bonn, dove la pandemia è rimasta sotto controllo: più o meno 330mila abitanti, tanti quanti Bergamo e Brescia messe insieme, ha registrato sino circa 700 casi positivi e 6 morti. I posti in terapia intensiva sono liberi quasi tutti e il fatto di aver svuotato gli ospedali e rimandato operazioni per far posto a eventuali malati di corona non è servito. Meglio così.

WEEKEEND

Il sabato è giorno di mercato nel mio rione. Piccolino, sulla piazza del municipio. Oggi pare una giornata di quelle ante corona, lunghe file per la frutta e i pollo arrosto sotto il sole spendente. Qua però è caro, i prezzi migliori sono quelli in centro e mi porto via un chilo di asparagi a 3 euro e due cestini di fragole, mezzo chilo, a 2,50. Le cose in generale non è però che vadano bene: il governo ha fornito le previsioni economiche per il 2020 che vedono un tonfo del pil di oltre il 6%, mentre 'anno prossimo dovrebbe rimbalzare di 5 punti: tempi duri per tutti, con il settore dell'auto in prima fila, che sta andando a singhiozzo e ha già fatto precipitare le vendite. Per la raccolta degli asparagi e delle fragole sono arrivati gli stagionali dall'est Europa, se non fosse stato per loro i prezzi sarebbero schizzati alle stelle. Domenica mattina ci sono cinque gradi, più tempo da polenta che non da risottino, ma la spesa ormai è fatta. Con mia moglie discutiamo della settimana che si apre e dei possibili cambiamenti: mercoledì Frau Merkel comunicherà se il lockdown verrà ammorbidito o se rimarremo ancora nel limbo. Pazienza, ci vuole. (Lettera43)