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LAVORO FEMMINILE, SLOVENIA E POLONIA NELLA TOP 10

Nove paesi europei fra i primi dieci tra cui due paesi dell'ex blocco orientale, Slovenia e Polonia. È l'indice delle donne che lavorano aggiornato al 2019 e pubblicato alla vigilia della giornata della donna. Lo riprendiamo da Business Insider Polska (prima immagine). Non sorprende la predominanza dei paesi scandinavi, tutti presenti nelle prime dieci posizioni: Islanda in testa, Svezia seconda, Norvegia quinta, Danimarca settima e Finlandia nona. E a dire il vero neppure il fatto che al quarto e all'ottavo posto si piazzino Slovenia e Polonia, due paesi dell'Europa centrale che appartenevano al blocco sovietico negli anni della guerra fredda.

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La diffusione del lavoro femminile legato a un ruolo più attivo della donna nella società è una delle eredità del sistema comunista. A testimoniarlo (seconda immagine) il dato regionale del lavoro femminile nella Germania (che nell'Index occupa la diciottesima posizione). Si tratta di numeri relativi al 2012 ma gli squilibri non si sono modificati molto. Nonostante la maggiore occupazione nei Länder occidentali rispetto a quelli orientali, se si inquadra solo l'occupazione delle donne l'Est presenta percentuali maggiori rispetto all'Ovest, dove prevaleva l'idea di una donna relegata a ruoli più tradizionali. La situazione sta cambiando, ma il passato ha un peso oggi ancora misurabile.

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Due ultime annotazioni: 1) la posizione dell'Italia nell'Index, al ventinovesimo posto; 2) l'indice rileva solo dati quantitativi e non dice nulla sull'equiparazione tra i salari maschili e femminili.