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AUTOGOL UCRAINO ALL’EUROVISION

Non è nazionalista al punto giusto e ha in programma una serie di concerti in Russia. Colpe gravi per la cantante Maruv, che aveva stracciato tutti i concorrenti nella selezione per rappresentare l'Ucraina all'Eurovision Song Contest che si svolgerà a Tel Aviv ma che ora ha rinunciato dopo le critiche che le sono piovute addosso. La sua canzone, Siren Song (Bang!) in inglese e tedesco, aveva già acceso le speranze di una vittoria ucraina all'edizione israeliana, ma ora Kiev dovrà cercarsi un altro rappresentante.

L'artista e la tv pubblica UA:PBC non hanno trovato l'accordo per la sigla del contratto per la partecipazione alla manifestazione canora europea dopo un confronto durato oltre cinque ore. Le esibizioni già programmate in Russia sono state lo spunto per la rottura, anche se Maruv si era detta disponibile a rinunciare a quel tour. Ma il comunicato ufficiale rilasciato dalla tv rivela le motivazioni politiche del forfait: "L'artista, che rappresenterà l’Ucraina sul palco internazionale, ha anche degli obblighi, dopo aver firmato un contratto con UA:PBC durante il concorso, il performer diventa un ambasciatore culturale dell’Ucraina, e porta in scena non solo la sua musica, ma diventa anche un portavoce della società ucraina nel mondo".

Insomma Maruv,  il cui nome non artistico è Anna Korsun ed è nata nell'Ucraina orientale, non sarebbe stata una buona portavoce della società ucraina nel mondo. L'artista ha offerto la sua versione con un commento postato sui social media: "La cancellazione dei concerti in Russia per me e il mio team non era un problema. Le principali discussioni sono state causate da altre clausole del contratto che, se avessi deciso di firmare, mi avrebbe reso una schiava", ha detto Maruv. E ha poi concluso: "Sono una cittadina ucraina, pago le tasse e amo realmente l’Ucraina, ma non sono pronta a inventare slogan, trasformando la mia partecipazione al concorso in azioni promozionali per i nostri politici".