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POLONIA, ALLARME INQUINAMENTO

L'inquinamento dell'aria è sempre stato un problema serio per la Polonia delle tante ciminiere industriali. La situazione va migliorando ma troppo lentamente e in molte regioni i livelli di inquinamento registrati sono superiori ai limiti decretati dall'Unione Europea e dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Lo riferisce il rapporto conclusivo dell'EEA, l'Agenzia europea dell'ambiente, che contiene le misurazioni effettuate nel 2016 in oltre 2600 località dell'intera Europa (anche fuori dai confini Ue). Uno sguardo ai dati fa immediatamente risaltare agli occhi che la situazione più critica è proprio in Polonia (ma anche l'Italia settentrionale mostra diffuse criticità).

Le regioni polacche più inquinate sono quelle meridionali, dove oltre all'inquinamento prodotto dalle auto e dal traffico (che risulta la principale causa in tutta l'Ue) sono presenti insediamenti industriali legati al carbone. In particolare il Voidovato della Piccola Polonia (che comprende la città di Cracovia) e il confinante Voidovato della Slesia. Il problema principale è costituito dalle polveri sottili.

L'inquinamento dell'aria ha anche un costo economico, aggiunge il rapporto dell'EEA, giacché "accorcia la vita dei cittadini, aumenta i costi delle cure mediche e riduce la produttività del lavoro, dato che molti impiegati sono costretti a restare a casa per malattie". Nelle regioni dell'Europa centro-orientale è stato registrato il numero più alto di decessi precoci, un dato legato proprio alla qualità dell'aria. La Polonia conta 44.500 morti all'anno per l'inquinamento dell'aria, conclude l'agenzia europea, ma la situazione è allarmante anche in Kosovo, Bulgaria, Serbia, Macedonia e Ungheria. Per trovare i paesi più virtuosi bisogna invece andare a nord: i migliori dati provengono infatti da Islanda, Norvegia, Irlanda, Svezia e Finlandia.