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La nuova cortina di ferro

Un quarto di secolo fa i popoli est-europei abbatterono muri e cortine. Ora li rimettono in piedi per frenare l'arrivo dei profughi.

Il confine polacco fra Slubice e Francoforte sull'Oder (Archivio Rassegna Est)
Il confine polacco fra Slubice e Francoforte sull'Oder (Archivio Rassegna Est)

di Pierluigi Mennitti
Scritto per Lettera 43

Appena un quarto di secolo fa i popoli dell'Europa dell'Est si sollevarono contro regimi totalitari pur di abbattere muri e cortine di ferro. Oggi che le coordinate politiche hanno ribattezzato questa regione come Europa centrale, dunque cuore e anima ritrovati del Vecchio Continente, muri e fili spinati rischiano di tornare ai confini, con l'obiettivo di arginare i flussi migratori dall'Africa e dal Medio Oriente.

I progetti sono già sulla carta, nonostante Bruxelles osservi gli affanni con scetticismo: si cercano solo i finanziamenti. Budapest ha in mente di innalzare un muro alto 4 metri lungo i 175 chilometri di confine tra Ungheria e Serbia, limes meridionale verso i Balcani dell'Unione Europea. La stampa l'ha ribattezzato il Muro di Orban e il modello dovrebbe essere proprio il famigerato Muro di Berlino. Sofia ha invece già dato via libera al piano di allargamento della rete di protezione lungo il suo confine con la Turchia: attualmente questa cortina di ferro copre appena 30 chilometri, le autorità bulgare sono convinte che solo l'estensione lungo tutto il perimetro possa arginare l'esodo quotidiano.

L'esempio verrebbe dalla Grecia, che dal dicembre 2012 ha rinforzato il suo tratto di confine con la Turchia lungo il fiume Evros, creando di fatto una trincea militare, con filo spinato, fossati, telecamere a circuito chiuso e mine. Risultato: in quel punto il flusso si è completamente arrestato, spostandosi lungo altre rotte. Ma tra gli esperti di flussi migratori c'è chi dubita sull'efficacia degli sbarramenti come deterrente e chi solleva aspetti morali: muri e recinti accrescono il numero di morti e feriti senza realmente frenare quello di chi cerca di scappare.

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1 pensiero su “La nuova cortina di ferro

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