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L’Ucraina revisionista

Il confronto con la memoria e l'elaborazione dei nodi critici del '900 riflettono le spaccature del paese, e hanno ricadute anche sul dialogo con la Polonia. 

Nazionalisti ucraini (Askanews)
Nazionalisti ucraini (Askanews)

Scritto per Askanews

È bufera sulle nuove leggi revisioniste approvate dal parlamento a Kiev, che oltre alle critiche in Ucraina hanno suscitato dure reazioni anche all'estero. Nel mirino soprattutto il provvedimento che riguarda"lo status giuridico e la memoria dei partecipanti nella lotta per l'indipendenza ucraina nel ventesimo secolo", che in sostanza elegge a eroi nazionali i membri dei gruppi armati che durante la Seconda guerra mondiale combatterono anche a fianco dei nazisti.

Dopo la condanna da parte delle organizzazioni ebraiche internazionali, come il Wiesenthal Center, giunta appena dopo l'approvazione alla Rada dello scorso 9 aprile, è arrivata anche la risposta del presidente polacco Bronislaw Komorowski, che ha fatto notare come le leggi complichino il dialogo storico polacco-ucraino. E senza dialogo, ha aggiunto il capo di stato, non può esserci riconciliazione.

Il nodo mai elaborato in Ucraina è quello del ruolo dell'Upa, l'esercito insurrezionale ucraino, braccio armato dell'Oun, l'Organizzazione dei nazionalisti ucraini, che nella guerra per l'indipendenza, durante la Seconda guerra mondiale, combatté contro l'Armata rossa e l'esercito polacco, partecipando tra l'altro a massacri e pogrom anti-ebraici in Volinia e in Galizia orientale. Komoroski ha sottolineato comunque che le leggi riguardano una questione del passato e dei problemi storici, non influendo sui rapporti politici attuali tra Kiev e Varsavia.

La legge era stata presentata al parlamento ucraino da Yuri Shukhevych, deputato del partito Radicale di Oleg Lyashko (uno dei cinque della coalizione governativa), ma soprattutto figlio ultraottantenne di Roman, tra i leader dell'Upa, morto nel 1950.

L'elaborazione del passato e l'interpretazione della storia sono questioni controverse che l'approvazione del nuovo pacchetto di leggi ha riportato d'attualità, proprio perché si riflettono nella spaccatura dell'Ucraina, tra il Donbass occupato, il Sud-est russofono e il resto del Paese fortemente antirusso. Non è laprima volta che ciò succede ed esattamente cinque anni fa, nel 2010, si era assistito agli stessi screzi quando il presidenteViktor Yushchenko, alla fine del suo mandato presidenziale, aveva dichiarato eroe nazionale Stepan Bandera, altro personaggio controverso, alla stregua di Shukhevych. Viktor Yanukovich, eletto presidente nel 2010, aveva sconfessato i passi del suo predecessore.

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