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Il ritorno di Yulia?

A Kiev il premier Yatseniuk traballa e c'è chi vede l'inossidabile Tymoshenko di nuovo alla guida del governo.

Yulia Tymoshenko (Wikipedia)
Yulia Tymoshenko (Wikipedia)

Scritto per Askanews

Non c'è quiete per l'Ucraina, nè sul fronte nel Sud Est del Paese. Il conflitto nel Sud-Est del Paese è apparentemente congelato, ma non mancano i segnali che, al contrario, è pronto a riesplodere. A Kiev, contemporaneamente, si prepara un prossimo stravolgimento politico. Nella capitale già si fanno i nomi dei possibili nuovi capi del governo, con Yulia Tymoshenko e Volodymyr Groysman, fedelissimo di Poroshenko, in pole position.

Il governo del premier Arseni Yatseniuk è vicino al collasso, minacciato dalle pressioni interne di una coalizione che pare arrivata al capolinea. Le guerre tra gli oligarchi, la catastrofica situazione economica e i vizi del vecchio sistema corrotto, insieme con nuove fibrillazioni e la scia di sangue dei recenti omicidi politici, delineano un quadro interno altamente instabile, al di fuori del contesto internazionale e slegato dai problemi del Sud Est e con la Russia.

L'alleanza tra il Blocco del presidente Petro Poroshenko e il Fronte popolare guidato dal premier, i due maggiori partiti alla Rada, sembra ormai esaurita e secondo gli analisti nel migliore del casi il ricambio al vertice del governo è dietro l'angolo: in quello peggiore, se non si trovassero alternative parlamentari per una nuova coalizione, si aprirebbe la via anche per elezioni anticipate.

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L'elettorato ucraino è profondamente deluso dall'azione del primo ministro e del presidente, che nonostante i proclami non sono riusciti a mantenere le promesse di rinascita dopo la rivoluzione del febbraio dello scorso anno. Se la guerra negli oblast sudorientali ha avuto certo la sua parte nel rallentare il processo di cambiamento, la nuova élite si è incartata nei soliti giochi di potere. Il risultato emerge con chiarezza da un sondaggio secondo cui solo il 2,6% degli ucraini dà la piena fiducia al governo, l'8% al presidente, dati del Razumkov Center risalenti a fine marzo, peggiori addirittura di quelli degli ultimi tempi della coppia Mykola Azarov-Viktor Yanukovich, il premier e il presidente spodestati dalle proteste di piazza di poco più di un anno fa.

L'unità della maggioranza di governo è da tempo a rischio e le divergenze tra i cinque partiti che la compongono sono emerse a singhiozzo fin da principio, da quando all'inizio di dicembre 2014 è nato il governo Yatseniuk II, sulle orme del primo formato nella primavera di un anno fa. I conflitti maggiori si sono avuto tra presidente e primo ministro, che nonostante l'unità di facciata, sono rappresentanti di diversi gruppi di potere in eterna concorrenza. E i problemi sono emersi dalle nomine sugli amministratori delle grandi aziende e nell'amministrazione ai rapporti con gli oligarchi, dalla gestione della crisi nel Donbass alle relazioni pericolose con i battaglioni di volontari.

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