Vai al contenuto

Le Uber delle pulizie

Non solo taxi. In Germania l'economia digitale avanza anche nel settore delle pulizie. Aiutando i lavoratori a uscire dall'illegalità.

La homepage di una startup tedesca delle pulizie
La homepage di una startup tedesca delle pulizie

di Pierluigi Mennitti
Scritto per Il Foglio

Sono le Uber delle pulizie, quattro startup che hanno messo gli occhi sul ricco mercato del lavoro a domicilio tedesco e promettono allo stesso tempo di assorbire l'enorme piaga dell'evasione fiscale che impera nel settore. Secondo stime del ministero delle Finanze, infatti, la cifra evasa al fisco da circa 4 milioni di lavoratori in nero ammonta a 50 miliardi di euro l'anno. Un universo di illegalità per nulla scalfito da leggi e semplificazioni fiscali varate negli anni passati dal governo.

Da qualche tempo quattro nuovi attori incrociano le ramazze: l'americana Homejoy e le tedesche CleanAgents, Helpling e Book a Tiger, tutte dotate di siti web e pagine Facebook attraverso cui offrono a prezzi oscillanti fra 12 e 15 euro l'ora uomini e donne delle pulizie, singoli o in squadra, a privati o aziende.

Il tutto prenotabile on line in meno di tre minuti e con le condizioni tipiche del nuovo formato del lavoro liquido: orari flessibili, frequenze a piacere, nessun contratto fisso, assicurazione sulla casa inclusa per eventuali danni causati durante le ore di lavoro. Ma quel che pare decisivo, è tutto legale, sia verso il cliente che verso lo stato e il lavoratore: ricevuta a fine lavoro, 20% del costo scaricabile dalle tasse e commissione che oscilla fra il 15 e il 20%, percentuale che consente alla singola forza lavoro un guadagno mai sotto la soglia del salario minimo entrato in vigore in Germania all'inizio dell'anno.

Continua su Il Foglio.

Lascia un commento