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In tempi di populismo crescente

Nasce da paura e disorientamento del ceto medio il movimento populista che in Germania sfila contro immigrati e Islam. L'epicentro è a Dresda. 

Contro la stampa bugiarda (Archivio Rassegna Est)
Contro la stampa bugiarda (Archivio Rassegna Est)

di Pierluigi Mennitti
Scritto per Lettera 43 

Sfilano in corteo per le strade il lunedì, come facevano nel 1989 i cittadini della Ddr nelle serate di Lipsia e, per meglio far capire l'antifona, si sono appropriati anche del loro slogan più famoso: Wir sind das Volk, noi siamo il popolo. Le migliaia di persone che, settimana dopo settimana, hanno irrobustito il movimento civico divenuto noto con l'acronimo Pegida, non lottano però per qualcosa, come quelli dell'89 lottavano per la libertà, ma contro qualcosa: l'islamizzazione dell'Occidente.

Il nome per esteso suona a un tempo patetico e millenaristico: patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente. Ma da qualche tempo nessun osservatore prende più sottogamba questo fenomeno che, se avrà la capacità di resistere all'inevitabile logoramento dei rituali delle marce, potrebbe per la prima volta nella storia democratica della Germania del dopoguerra fornire le basi per un solido e duraturo raggruppamento socio-politico dai tratti populistici, a destra dei tradizionali partiti cristiano-democratici, che appaiono spiazzati. Oltre ai gruppuscoli neonazisti, l'Alternative für Deutschland nutre l'ambizione di diventare il braccio politico di questo movimento, qualora la sua evoluzione riuscisse a schivare derive più radicali.

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