Vai al contenuto

L’Orso coccola il Drago

La Russia sanzionata guarda verso la Cina. Un rapporto basato su interessi comuni, destinato a colmare i deficit lasciati sul versante europeo. 

Putin e Xi Jinping (kremlin.ru)

Di Stefano Grazioli
scritto per Linkiesta

L’economia russa è in seria difficoltà. Mosca è isolata politicamente sul lato occidentale, dove la crisi ucraina ha creato un fossato tra il Cremlino e le cancellerie europee. Con Bruxelles è scontro aperto, così come con Washington. Tra Stati Uniti e Russia si è tornati ai toni della Guerra fredda.

Previsioni Russia 2019 bis jpeg
L'economia della Russia (2014-2019)

Ma c’è l’altra faccia della medaglia: sul lato interno Vladimir Putin è più forte e popolare che mai e su quello orientale internazionale, cioè non solo transatlantico, proprio solo non è. La fuga dal G20 di Brisbane è stata criticata anche a casa propria, dove lo scatto di nervi del presidente è stato accolto con una certa sorpresa, anche perché tra i rappresentanti dei venti paesi più industrializzati qualche amico forse c’era, a partire dal numero uno cinese Xi Jinping. Con Pechino il rapporto non è mai stato facile e lineare, ma Putin non ha scoperto l’altro ieri che la Cina è un partner fondamentale strategico, cioè geopolitico ed economico, per l’equilibrio di quel nuovo ordine mondiale che secondo Mosca non deve pendere solo dalla parte degli Stati Uniti.

Le relazioni economiche sino-russe sono diventate reciprocamente essenziali e non sono frutto dello spostamento che è avvenuto da quando il conflitto ucraino ha cominciato a pesare sulla scacchiera mondiale. La prova viene naturalmente dal contratto del secolo sul gas, firmato quest’anno tra Mosca e Pechino, ma le cui radici vanno indietro di un decennio, in tempi poco sospetti, in cui Vladimir Vladimirovich guardava all’Europa, ma sapeva che il futuro era ad est.

Continua su Linkiesta

Lascia un commento