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La tassa su Internet e i costi dell’Orbanomics

Domenica 26 ottobre 10 mila in piazza, martedì 28 in 40 mila. A Budapest monta la protesta contro la nuova tassa su Internet voluta dal governo di Viktor Orban per sanare i conti pubblici. I costi dell'Orbanomics e il futuro del leader ungherese.

(Scritto per Lettera43)

Un balcone di Budapest (Archivio Rassegna Est)
Un balcone di Budapest (Archivio Rassegna Est)

di Pierluigi Mennitti

Chissà che la prima crepa nel fortificato sistema di potere che il premier ungherese Viktor Orban ha costruito attorno al suo governo non venga da uno smartphone. Uno delle decine di migliaia di smartphone innalzati in due occasioni dai manifestanti, in gran parte giovani, radunatisi prima domenica 26 ottobre e poi martedì 28 di fronte alla sede del ministero dell'Economia di Budapest, per protestare contro la tassa su Internet che il parlamento si accinge a varare nelle prossime ore. Una misura annunciata appena qualche giorno prima e per la quale il governo di Orban ha previsto una corsia preferenziale parlamentare: il dibattito è partito ieri, in concomitanza con la seconda manifestazione, cui hanno aderito fra le 35 e le 40 mila persone, secondo fonti della polizia. Domenica scorsa erano state 10 mila.

La prima tassa su Internet nel mondo.

Sarà la prima tassa sull'utilizzo del web nel mondo, un balzello di 150 fiorini ungheresi, 49 centesimi di euro, per ogni Gigabyte di traffico online. «Un nuovo attacco contro la libertà», ha tuonato Balazs Gulyas, il fondatore del movimento "Centomila contro la tassa su Internet", gruppo che su Facebook ha raccolto in 5 giorni oltre 200 mila adesioni e si è fatto promotore della protesta di piazza. Più banalmente, si tratta di un maldestro quanto disperato tentativo di mettere l'ennesima pezza finanziaria al buco dei conti pubblici, causato in buona parte dall'Orbanomics, il caotico e creativo manuale economico con il quale il premier ungherese ha provato ad affrontare la crisi sganciandosi dalle regole di mercato e dagli aiuti vincolanti del Fondo monetario internazionale.

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2 pensieri su “La tassa su Internet e i costi dell’Orbanomics

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