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Manovre in Adriatico

Mosca e Washington si inseriscono nella battaglia croato-ungherese per il controllo di Ina, l'azienda petrolifera di Zagabria. L'incursione riflette gli appetiti per un area che sia in termini strategici che di risorse può rappresentare una nuova frontiera per l'energia. 

Vecchi pescherecci al porto di Ancona (Archivio Rassegna Est)
Vecchi pescherecci al porto di Ancona (Archivio Rassegna Est)

di Nicolò De Fanti

Il presidente croato Ivo Josipovic, è recentemente stato negli Stati Uniti.  Il suo viaggio è avvenuto quasi contemporaneamente alle recenti scoperte di gas e petrolio in Adriatico. Ammonterebbero a 3,1 miliardi di barili, si stima.

Parlando all’Energy Forum di Houston, in Texas, il presidente croato ha esposto agli investitori americani le nuove opportunità di estrazione, che spalancherebbero investimenti preziosi per le malmesse casse di Zagabria. Un interesse, dall’America, s’è già manifestato. Lo scorso marzo è stata preventivamente conclusa un’importante partnership con Ina, compagnia petrolifera croata, grazie alla quale la californiana Bechtel Hydrocarbon Technical Solutions realizzerà una raffineria nel porto di Rijeka.

L'economia croata (2014-2019)
L'economia croata (2014-2019)

La proprietà di Ina, che il governo di Zagabria condivide con l'ungherese Mol, è stato il più sensibile dei temi toccati durante gli incontri. Da quando il gigante energetico russo Gazprom ha mostrato interesse per le quote societarie di Budapest, a Washington hanno drizzato le antenne, convinti che attorno alla proprietà dell'Ina si giochi un'importante questione geopolitica. Lasciare al Cremlino il definitivo via libera nell'emergente arena energetica adriatica genererebbe indubbi contrasti con gli interessi regionali della superpotenza. I russi infatti mediante Rosneft ( il cui 75% è dello stato) controllano già la slovena Petrol, che attraverso i suoi serbatoi di Capodistria e i numerosi distributori di benzina costituisce una pedina rilevante nello scacchiere energetico dell'area. Dove la Croazia, ambiziosamente, sta realizzando un rigassificatore nell’isola di Krk, pensato come snodo lungo il corridoio nord-sud, fino al terminale polacco di Swinoujscie.

Insomma, gli americani vogliono contrastare le mire russe. E tutto, o quasi, passa dal rapporto tra Ina e Mol. Durante l’ultima visita in Croazia il vice segretario americano per l'energia Amos Hochstein è stato chiaro: «La Croazia e Mol devono raggiungere un accordo sulla gestione dell’Ina per garantire la stabilità del settore energetico nella regione». Gli americani vorrebbero che i croati, la cui quota ammonta al 44,8%, ne riprendessero il controllo. La maggioranza è passata in mano magiara nel 2009, quando l'ex premier croato Ivo Sanader, non da molto condannato per corruzione, permise a Mol, che era entrata nel 2003 con il 23%, di salire al 49.1%.

Negli ultimi tempi croati e magiari hanno aperto una battaglia molto dura per la proprietà di Ina, il cui titolo è cresciuto dell’11% dopo la notizia sulla presenza di importanti giacimenti sul fondale dell’Adriatico. Zagabria ha accusato Mol di malversazione e scarsi investimenti aziendali, arrivando nell'ottobre 2013 a recapitare al manager dell’azienda ungherese, Zsolt Hernadi, un mandato di cattura internazionale per una presunta tangente di 5 milioni pagata a Sanader nella scalata a Ina. Oltre a questo, i croati hanno denunciato perdite per 4,5 miliardi provocate dalla cattiva gestione ungherese.

Budapest rispedisce al mittente tutte le accuse, rifiutandosi di consegnare Hernadi e minacciando di vendere le proprie quote in Ina. Ma ora, incassato l’appoggio americano, i croati avrebbero la forza per imporre la propria linea. E nemmeno il primo ministro ungherese Viktor Orban sembrerebbe voler intralciare gli interessi statunitensi nell’area.

In tutto questo c’è una grande assente: l’Unione europea. Nonostante questa contesa energetica avvenga nel cuore del suo territorio, Bruxelles si dimostra incapace di un'azione unitaria, lasciando che due stati membri vengano indotti a cedere risorse, sotto le pressioni di due potenze.

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