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L’alba dell’Eurasia

Nasce ufficialmente lo spazio economico eurasiatico, tra Russia, Bielorussia e Kazakistan. Presto dovrebbe aderire l'Armenia. Putin vuole creare un blocco regionale, con funzione strategica. L'Ucraina al momento resta fuori. Mosca e Astana: il vero motore del gruppo. 

(Scritto per Linkiesta)

Putin, Lukashenko e Nazarbayev (Kremlin.ru)

di Stefano Grazioli

EaEU, acronimo inglese per Eurasian Economic Union, è lUnione economica euroasiatica, battezzata il 29 maggio 2014 ad Astana, Kazakistan. Ne fanno parte per ora Russia, Bielorussia e appunto Kazakistan. Tre ex repubbliche sovietiche cui presto si aggiungeranno con grande probabilità Armenia, Kirghizistan, Tagikistan e forse pure l’Uzbekistan. Cosa è? Solo una nuova sigla tra le tante che lo spazio postcomunista ha sfornato negli ultimi vent’anni? Una specie di Urss light? La risposta di Vladimir Putin all’Unione europea? Un bluff che maschera la fragilità di una potenza regionale che non vuole rassegnarsi a essere tale? Un club di autocrati e di poveracci?

«Una nuova realtà geopolitica è nata nel 21esimo secolo». Questa la dichiarazione neutrale del padrone di casa Nazarbayev che ha firmato, insieme con Vladimir Putin e Alexandr Lukashenko, il trattato di fondazione. L’Unione partirà operativamente dall’inizio del prossimo anno e il nuovo spazio unico economico garantirà la libera circolazione di prodotti, servizi, capitali, lavoratori e metterà in opera una politica concertata nei settori chiave dell'economia dei Paesi partecipanti, dall’energia all’industria, dall’agricoltura ai trasporti. Così almeno dicono i fondatori.

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