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Il gas di Mosca sazia Pechino

Russia e Cina firmano un accordo lucroso sull'oro blu. La crisi ucraina ha dato l'accelerazione finale. Ma non imposto a Gazprom una variazione radicale di strategia. Il colosso russo punta da anni sulla diversificazione dei clienti e sempre da anni trattava con la controparte asiatica. 

(Scritto per Lettera 43)

Un giacimento operato da Gazprom nella penisola di Yamal (Gazprom.com)

di Stefano Grazioli

L’intesa era nell’aria ed è puntualmente arrivata. Dopo oltre un decennio di trattative Russia e Cina hanno firmato un mega accordo sulle forniture di gas che servirà da un lato a placare la sete energetica di Pechino e dall’altro consentirà a Mosca di rompere quella dipendenza simmetrica che finora ha visto l’oro azzurro andare solo verso occidente: presto la direzione di parte dell’export russo cambierà e i destinatari non saranno più unicamente i paesi europei, ma l’Asia.

Si è dovuto scomodare direttamente Vladimir Putin, invitato a Pechino dal presidente Xi Jinping, per definire i dettagli di un contratto di importanza storica. Le trattive sono andate per le lunghe a causa della questione del prezzo, fissato a 350 dollari per 1000 metri cubi, una cifra sulla quale il pragmatismo russo e cinese alla fine ha finito per convergere, al di là delle pretese di ciascuna delle parti.

Leggi anche il nostro articolo su Europa: "Ma l'accordo russo-cinese non sposta ancora gli equilibri del mondo".

La Russia fornirà così alla Cina 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno per un valore complessivo di 400 miliardi di dollari. Da definire è ancora la questione dei tubi, con l’intesa da raggiungere sulla costruzione della pipeline che porterà alla rete di Pechino il gas russo. Il tratto sul territorio della Federazione russa è già completato, si tratta ora di realizzare la parte dal confine cinese, il cui costo si aggirerà tra i 22 e i 30 miliardi di dollari. Noccioline e dettagli, tra tempi esatti e costi precisi, sui i sorrisi di Alexei Miller e Zhou Jiping, gli amministratori delegati rispettivamente di Gazprom e Cnpc (China National Petroleum Corporation), che oggi hanno siglato l’accordo, hanno fatto capire di potere sorvolare senza troppi patemi.

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1 pensiero su “Il gas di Mosca sazia Pechino

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