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Pordenone non va in Polonia

Salvi lavori e salari negli stabilimenti italiani della Electrolux. L'accordo durerà fino al 2017. Poi, probabilmente, si tornerà a parlare di spostamento della filiera produttiva in Polonia. 

(da linkiesta.com)

La multinazionale svedese degli elettrodomestici ha raggiunto l'accordo con i sindacati. I siti produttivi dislocati in Italia, primo tra tutti quello di Porcia, in provincia di Pordenone, non subiranno né tagli alla filiera, né sforbiciate sui salari e né tanto meno una riduzione del numero dei dipendenti.

Tutto questo fino al 2017, assieme a una serie di dettagli, non certo seconda, quali il ritocco delle pause a Porcia, il taglio del 60% dei permessi sindacali e la riduzione della produzione, che passerà da un milione e 150mila a 750mila pezzi. Lo riportava, nei giorni scorsi, Il Piccolo di Trieste, segnalando tra le altre cose che l'azienda metterà sul piatto 150 milioni in investimenti.

Si chiude così una vertenza durata a lungo. Electrolux s'era riservata di verificare se le condizioni in Italia erano tali da suggerire lo spostamento della produzione in Polonia, dove il gruppo ha una fabbrica nel distretto di Wroclaw.

Benché il lavoro sia salvo, a Porcia come negli stabilimenti Electrolux di Forlì e Susegana, quest'ultimo in Veneto, bisognerà capire se allo spirare degli accordi il gruppo svedese vorrà continuare a produrre in Italia o se al contrario punterà su Wroclaw. La verità, infatti, è che la Polonia non rappresenta solamente un'occasione per tagliare i costi del lavoro.

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