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La Polonia di Wojtyla sulla via della secolarizzazione

Le parrocchie sono meno gremite, i seminari registrano il calo delle iscrizioni, un partito anti-clericale ha sbancato al voto del 2010 e il premier Tusk ha rivoluzionato gli schemi del trasferimento di risorse alla chiesa. Istantanea sulla fede nella patria di Wojtyla, a poche ore dalla sua santità.

(Scritto per Il Manifesto)

Wroclaw (Archivio Rassegna Est)
Wroclaw (Archivio Rassegna Est)

di Matteo Tacconi

Karol Tar­no­w­ski, rispet­tato filo­sofo polacco, è stato uno dei grandi amici di Karol Woj­tyla. Lo ha fre­quen­tato a lungo e avendo impa­rato a cono­scerne pen­siero e carat­tere, ha con­fes­sato in una recente inter­vi­sta a Gazeta Wyborcza, il più impor­tante gior­nale di Var­sa­via, che a volte il Papa ten­deva a dif­fi­dare della devo­zione di massa, ma aveva anche grande rispetto nei con­fronti di chi, con la fede sin­cera, pren­deva parte a pro­cessi simili. Per cui, ha spie­gato Tar­no­w­ski, se Gio­vanni Paolo II potesse vedere con i suoi occhi la valanga di per­sone che oggi sarà a Roma, per la sua cano­niz­za­zione, sorriderebbe.

La città sarà invasa da migliaia e migliaia di pel­le­grini. Sui numeri è il solito bal­letto: otto­cen­to­mila, un milione, forse per­sino di più. Una grossa fetta di que­sto afflusso gigan­te­sco di fedeli arriva logi­ca­mente dalla Polo­nia, da dove sono attesi 1700 auto­bus, 58 voli e cin­que treni speciali.

Un gregge tanto vasto ricorda il tasso di reli­gio­sità, molto alto, della Polo­nia. Le cui ragioni vanno oltre il feno­meno Woj­tyla. Conta molto la geo­gra­fia poli­tica e divina, vale a dire il vivere sul cri­nale tra la cri­stia­nità occi­den­tale e quella orien­tale. Ma pesa soprat­tutto il ruolo che la Chiesa ha avuto tutte le volte che la Polo­nia è stata spar­tita o vili­pesa nel corso della sua tra­va­gliata sto­ria. In que­sti periodi la Chiesa fu il sog­getto che più di ogni altro, van­tando radi­ca­mento in ogni livello della società, si è cari­cata sulle spalle il com­pito di difen­dere e con­ser­vare la linfa della nazione.

L’arrivo a Roma dei pel­le­grini polac­chi ricorda il forte attac­ca­mento tra popolo e Chiesa, cer­ta­mente. Ma al tempo stesso inganna e con­fonde, dato che negli ultimi anni que­sto rap­porto così intenso ha subito non pochi scombussolamenti.

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