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Le mani sull’est

Le regioni orientali dell'Ucraina, Donetsk in testa, sono il cuore produttivo del paese. E si combatte anche per l'economia, pur se le strutture industriali dei metalli e del carbone avranno costi alti, che vengano riformate o mantenute con denaro pubblico. 

(Scritto per Il Manifesto)

Donetsk (Vladimir Yaitskiy, Flickr)
Donetsk (Vladimir Yaitskiy, Flickr)

di Matteo Tacconi

La bat­ta­glia ucraina ha una cara­tura poli­tica, stra­te­gica e per­sino emo­tiva, tanto un pezzo di paese vuole svin­co­larsi dall’influenza russa e tanto Mosca, con la sponda dei suoi lea­li­sti nell’est, non intende cedere la presa su Kiev, dove la sto­ria sta­tuale e reli­giosa dei russi, tanti secoli fa, ebbe ini­zio. Ma il con­fronto in corso, già dalle prime bat­tute, quando Yanu­ko­vich cion­dolò tra Bru­xel­les e Mosca cer­cando di car­pire la più ampia mole di denaro pos­si­bile, è stato anche intriso di risvolti eco­no­mici, che non man­cano nean­che in que­ste ore.

Il fatto è che l’est ucraino, l’attuale ter­reno di scon­tro, è il bari­cen­tro pro­dut­tivo del paese. Ed è irri­nun­cia­bile sia dal punto di vista di Kiev che da quello della Rus­sia e dei filo­russi. Negli oblast (regioni) dell’est si con­cen­tra la parte più lunga della spina dor­sale indu­striale dell’ex repub­blica sovie­tica. La regione di Done­tsk, ex roc­ca­forte di Yanu­ko­vich e del Par­tito delle regioni, non­ché bastione demo­gra­fico del paese (quasi cin­que milioni gli abi­tanti), è la ver­te­bra più impor­tante. Metal­lur­gia e car­bone i due set­tori chiave.

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1 pensiero su “Le mani sull’est

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