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Germania e Russia: gli affari vengono prima di tutto

Business. La parola chiave per capire la cautela tedesca sulle sanzioni al Cremlino. Berlino e Mosca sono legate da fitti intrecci economici. Un'analisi.

(Scritto per Linkiesta)

Il fiume Moscova (Archivio Rassegna Est)
Il fiume Moscova (Archivio Rassegna Est)

di Stefano Grazioli 

 

Nel bel mezzo della crisi internazionale scatenata dall’annessione della Crimea da parte della Russia, il numero uno della Siemens Jo Kaeser è andato a Mosca e si è incontrato con il presidente russo Vladimir Putin e il capo di Gazprom Alexei Miller. Una visita programmata da tempo, ma che in questo momento appare ricca di significato. Perché Kaeser non è andato al Cremlino per litigare, ma a fare affari. La Siemens, che dal tempo degli zar ha forti rapporti economici con la Russia, vuole continuare sulla stessa linea. E anche meglio.

Quasi contemporaneamente da Berlino si è fatto sentire l’ex cancelliere Helmut Schmidt, 95 anni, socialdemocratico e predecessore dell’artefice della riunificazione tedesca Helmut Kohl. Dopo aver dichiarato che la strategia di Putin è per certi versi comprensibile, Schmidt ha affermato che le sanzioni light adottate da Washington e Bruxelles contro la Russia sono «scemenze», e la linea moderata di Angela Merkel merita un applauso.

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