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Lenin e gli altri. Storie di campagne iconoclaste a Est

Quella contro il capo della rivoluzione sovietica e altri memoriali di quell'epoca è solo una delle tante campagne iconoclaste scattate negli ultimi vent'anni a Est. Una rassegna. 

(Scritto per Europa)

Riproduzione degli stivali della statua di Stalin  abbattuta nel '56 (Archivio Rassegna Est)
Riproduzione degli stivali della statua di Stalin
abbattuta nel '56 (Archivio Rassegna Est)

di Matteo Tacconi

Era di granito, la prima statua di Lenin abbattuta in Ucraina nel corso della rivoluzione. Tre metri e mezzo in altezza, brunastro il colore. Se ne stava in equilibrio sul piedistallo dal lontano 1946. È stata tirata giù di forza l’8 dicembre da una banda di forzuti, a quanto pare affiliati a Svoboda, partito ultra-nazionalista che dopo un’intensa attività di protesta in piazza, resistenza sulle barricate e occupazione di edifici pubblici, ha fatto il suo ingresso nelle stanze dei bottoni accaparrandosi diverse poltrone importanti. La cambiale per il contributo alla fuga di Yanukovich.

Non è una questione di ideologia

Ma torniamo a Lenin, andando oltre quella notte dell’8 dicembre. Nel corso della rivolta e dopo la fuga di Yanukovich altre statue della guida della rivoluzione del 1917 sono state abbattute. Quei monumenti, che siano stati di pietra o bronzo, non sono stati sradicati in quanto emblema di un’ideologia. Piuttosto, Lenin rappresenta uno dei simboli del potere di Mosca, senz’altro quello più diffuso sul territorio dell’ex repubblica sovietica.

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