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L’attacco dei mercati

La crisi ucraina ha fatto perdere dieci punti alla borsa di Mosca. Crollano Gazprom e le due principali banche del paese, Sberbank e VTB. Il rublo accentua la caduta sul dollaro. Il tutto si lega a un'economia in fase di rallentamento. Esiti imprevisti dell'assolo di Putin in Crimea. 

(Scritto per Il Manifesto)

(sberbank.ru)

di Matteo Tacconi

La Rus­sia con­ti­nua a por­tare avanti il suo piano: seg­men­tare l’Ucraina, aumen­tare le ten­sioni regio­nali, impe­dire che il paese si col­lo­chi nell’area di influenza occi­den­tale e negare legit­ti­mità ai nuovi poteri di Kiev, la cui figura più cari­sma­tica, Yulia Tymo­shenko, avrebbe dovuto recarsi ieri a Mosca. La mis­sione, annun­ciata nei giorni scorsi, s’è rive­lata una bufala. D’altronde, nell’ottica russa, il pos­si­bile nego­ziato scac­cia­crisi con la Tymo­shenko, che non ha e né forse avrà cari­che, ma in com­penso ha piaz­zato i suoi più fedeli scu­dieri nei posti chiave (Olek­sandr Tur­chy­nov è il pre­si­dente prov­vi­so­rio e Arse­niy Yatse­niuk l’attuale primo mini­stro), avrebbe signi­fi­cato rico­no­scere impli­ci­ta­mente le auto­rità di Kiev.

L'economia ucraina (2014-2018)
L'economia ucraina (2014-2018)

La Cri­mea, l’unica regione ucraina dove i russi costi­tui­scono la mag­gio­ranza etnica, resta la pagina prin­ci­pale del copione del Crem­lino, che ne ha il con­trollo pres­so­ché totale sul ter­reno e cerca, in più, di assor­birne l’economia. Va in que­sta dire­zione la deci­sione con cui il governo russo, pre­sie­duto Dmi­try Med­ve­dev, ha appena licen­ziato un decreto che rie­suma un vec­chio piano: la costru­zione di un ponte sullo stretto di Kerch, lin­gua di mare di cin­que chi­lo­me­tri che separa la regione dalla Rus­sia. La strut­tura coste­rebbe tre miliardi di dol­lari, rife­ri­sce l’agenzia Ria Novo­sti, segna­lando inol­tre che Mosca è pronta a ero­gare mas­sicci aiuti finanziari.

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2 pensieri su “L’attacco dei mercati

  1. Pingback: Crisi ucraina: la partita economica |

  2. fausto

    Ricorda tanto l'affare georgiano: una bella guerra telecomandata per i comodi dei padroni. Quello che resterà alla fine saranno macerie e vittime.

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