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Fame di energia

La Polonia investe più di venti miliardi in centrali convenzionali. Un piano strategico, destinato ad ampliarsi, necessario a irrobustire ancora di più l'economia. La realizzazione dei progetti, dislocati nei quattro angoli del paese, avrà ricadute positive anche sul settore infrastrutturale. Nel 2013 il comparto elettrico ha fatto da volano a quello delle costruzioni industriali. 

I cantieri di Danzica (Archivio Rassegna Est)
I cantieri di Danzica (Archivio Rassegna Est)

La Polonia ha fame di energia e, secondo un rapporto del centro di ricerche economiche Perceptive Market Research (Pmr), le imprese polacche si avviano a investire una somma superiore ai 100 miliardi di zloty (quasi 24 miliardi di euro) nella costruzione di centrali energetiche convenzionali entro il 2024, cifra che comprende anche le spese per la realizzazione di una centrale nucleare.

La lista degli investimenti annovera una prima trance di 20 miliardi di zloty (poco meno di 5 miliardi di euro) per progetti già in fase di sviluppo, tra i quali spiccano i quattro impianti energetici della Pge Energia Odnawialna nella cittadina sud-occidentale di Opole, la centrale da 1000 megawatt dell'Enea S.A. (terzo operatore elettrico polacco controllato dallo Stato) nella regione centrale di Kozienice, le unità della Tauron Polska Energia nell'area sud-orientale di Stalowa Wola e della Polski Koncern Naftowy Orlen a nord, nei pressi di Wloclawek. La dislocazione geografica di queste nuove centrali convenzionali, piazzate nei quattro angoli del paese, testimonia l'importanza strategica di questa fetta di investimenti. Il rapporto di Pmr, intitolato "Energia convenzionale in Polonia 2014, previsioni di sviluppo e pianificazione degli investimenti", ha evidenziato come l'ammontare complessivo dei progetti su larga scala per il potenziamento degli impianti che assicureranno risorse energetiche da fonti convenzionali sia praticamente raddoppiato dopo l'avvio della costruzione di due impianti nella regione slesiana di Opole, che costituisce il più grande progetto polacco attualmente in fase di sviluppo.

Oltre ai quattro progetti principali, i 20 miliardi di zloty finanziano anche impianti minori che alla fine dei lavori forniranno una produzione complessiva di 4mila megawatt. «L'aspetto più importante è che si tratta solo della prima fase del piano decennale», ha detto Bartlomiej Sosna, capo analista della Pmr e autore del report. A essi vanno infatti aggiunti 37 miliardi di zloty (poco meno di 9 miliardi di euro) per investimenti in fase progettuale e ulteriori 52 miliardi (12 miliardi e mezzo in euro) per nuovi impianti sui quali si sta per avviare la procedura d'offerta.

Nel piano di sviluppo energetico complessivo della Polonia, gli analisti della Pmr hanno individuato anche una serie di progetti in sonno, per un valore totale attorno ai 30 miliardi di zloty (7 miliardi di euro), che il governo potrebbe riportare in primo piano nei prossimi anni qualora le condizioni economiche migliorassero in maniera più decisa di quanto sia prevedibile oggi o mutassero le regolamentazioni di tipo ambientale, che pongono molti limiti allo sviluppo dei progetti convenzionali. Due condizioni che al momento appaiono tuttavia piuttosto improbabili.

Una delle caratteristiche degli investimenti è che essi non riguardano solo la costruzione delle centrali ma anche il potenziamento dinamico della rete dei trasporti, indispensabile per portare l'energia dai luoghi di produzione alle industrie che ne hanno bisogno. Si tratta di reti infrastrutturali a forte impatto ambientale, spesso di difficile realizzazione per le proteste delle comunità locali, attraversate da infrastrutture invasive che deturpano il paesaggio. Ma in Polonia la resistenza ambientalista appare al momento ancora debole, a differenza della vicina Germania, dove il successo della svolta energetica dal nucleare alle rinnovabili si giocherà sulla capacità di accordo fra governo federale e autorità locali proprio sul passaggio delle cosiddette autostrade energetiche.

Gli investimenti nella rete elettrica sono stati il volano della crescita delle costruzioni industriali nel 2013: la maggior parte dei progetti annunciati lo scorso anno in questo segmento sono poi stati realmente avviati e già appaltati ai committenti o in fase di assegnazione.

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