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I grandi dell’Est

Uno studio di Deloitte mappa le 500 aziende di peso maggiore dell'Europa centro-orientale e sud-orientale, per settore e per paese. Le polacche giocano la parte del leone. Decisivo, ancora, il ruolo degli investitori stranieri. L'Italia si conferma forte solo nel campo delle Pmi.

I cantieri di Danzica (Archivio Rassegna Est)
I cantieri di Danzica (Archivio Rassegna Est)

La polacca PKN Orlen, l’ungherese MOL e la Skoda, le prime due attive nel comparto energetico e la seconda in quello dell'auto, si confermano le prime tre società dell’Europa Centro-Orientale, secondo il report ”CE top 500“ di Deloitte. Lo studio prende in considerazione i bilanci aziendali del 2012 e analizza, per settore e per paese, i principali trend delle 500 maggiori società della regione.

La Polonia fa ancora una volta la parte del leone in termini di rilevanza, con 166 compagnie presenti in questo elenco. Seguono la Repubblica ceca (87) e l’Ucraina (51). Circa quaranta società provengono dall'insieme dei paesi dell'ex Jugoslavia. Segno che, nei Balcani, le aziende di grandi dimensioni, capaci di fare grossi numeri sul piano regionale e cercando anche sbocchi di respiro globale, devono ancora radicarsi.

Tra le 500 maggiori imprese della regione vi è un forte presidio pubblico - 87 imprese sono di proprietà statale – e una rilevante presenza di investitori esteri. Sono 281, cioè più della metà. Le rimanenti 132 società, in pratica una su quattro, sono in mano ad azionisti privati della regione. 

Tra le prime venti compagnie ce ne sono sette polacche, due ungheresi (oltre a MOL c'è l'Audi con il suo impianto di Gyor), quattro ceche e quattro ucraine.

I più importanti investitori esteri sono nell’ordine Volkswagen, RWE, E.ON e OMV. Le prime tre tedesche, la quarta austriaca.  Per quanto riguarda la presenza italiana, è molto consistente tra le imprese medio-piccole, ma scarseggia tra le grandi: la Fiat appare al diciassettesimo posto e l’Eni al ventiduesimo.

A livello settoriale, le imprese attive nell'immobiliare (ce ne sono otto tra le top 500) sono quelle più in difficoltà. Hanno invece avuto buone performance quelle che operano nel manifatturiero e nei beni di consumo. Anche i colossi dell’energia (ci sono anche Naftogaz, CEZ, Energorynok, Lotos e PGE) hanno fatto segnare buone performance.

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