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L’enclave missilistica

Mosca piazza gli Iskander a Kaliningrad. Il punto è sempre quello: i contrasti tra Stati Uniti e Russia sullo "scudo stellare". Il Cremlino, con la sponda tedesca, punta a farsi coinvolgere nel progetto.

(Scritto per Linkiesta)

Putin (kremlin.ru)

di Stefano Grazioli

I toni sembrano quelli della Guerra fredda. Missili russi puntati sull’Europa, allarme in Polonia e nei Paesi Baltici. Gli Stati Uniti sono preoccupati, quasi che da un momento all'altro potesse scoppiare un conflitto mondiale. La notizia, arrivata dalla Germania e poi confermata da Mosca, ha riportato indietro il calendario di qualche decennio, come se il Muro di Berlino non fosse crollato e il mondo fosse ancora quello dei blocchi contrapposti. In realtà, se ai tempi del duello a distanza tra Unione sovietica e Stati uniti si faceva sul serio, ora si tratta più che altro di una guerra di propaganda.

Il quotidiano popolare Bild ha rivelato che Mosca ha posizionato batterie di missili balistici a corta gittata (circa 400 km) sul confine russo adiacente all’Unione europea. È toccato a Igor Konashenko, portavoce del ministero della Difesa russo, confermare poi la notizia riportata a Berlino e che ha fatto velocemente il giro del mondo. «I complessi missilistici tattico-operativi Iskander sono in dotazione delle truppe missilistiche e di artiglieria del distretto militare occidentale». Questo il comunicato succinto con la specificazione del fatto che l’installazione dei missili nell’enclave russa di Kaliningrad e lungo il confine baltico «non è in contraddizione agli accordi internazionali».

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