Vai al contenuto

La guerra delle vigne

La Moldova è un'Ucraina in piccolo. Bruxelles e Mosca ci giocano le loro partite. Quest'ultima minaccia di alzare un firewall verso il vino moldavo, prodotto di punta dell'export locale. 

(Scritto per Linkiesta)

di Stefano Grazioli 

Lo scenario è simile a quello ucraino: la Moldavia, come le altre cinque ex repubbliche sovietiche che fanno parte del programma europeo del Partenariato orientale, è stata ed è tutt’ora strattonata tra Unione Europea e Russia. Nel caso dell’Ucraina la situazione interna e le frizioni internazionali hanno condotto a una crisi esplosiva che non si è ancora ripianata, la piccola nazione con circa quattro milioni di abitanti ha attraversato invece vicende relativamente più tranquille, anche se l’Accordo di associazione (Aa) con Bruxelles ha fatto salire la tensione sia tra governo e opposizione che con Mosca.

E il vino ha giocato nella partita un ruolo non solo simbolico. Se infatti dietro le quinte ucraine è stata la questione del gas a tenere banco, nella povera Chisinau il duello si è giocato sulle gocce di Bacco. Per tentare di impedire alla Moldavia di avvicinarsi all’Unione il Cremlino ha usato le maniere forti, minacciando un futuro nero per le esportazioni del vino moldavo nella Federazione russa e nelle altre repubbliche che fanno già parte dell’Unione doganale euroasiatica (Bielorussia e Kazakistan).

Continua a leggere su Linkiesta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *