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Un Silvio in Boemia

Il secondo uomo più ricco della Repubblica ceca scende in campo, non senza aver prima rilevato il controllo di due giornali. Ritratto di Andrej Babis, "il Berlusconi di Praga", che potrebbe ottenere un sorprendente risultato alle elezioni di ottobre.

(Scritto per Europa)

La prima edizione di Lidove Noviny, 120 anni fa.
Il giornale è stato comprato dal tycoon Andrej Babis (lidovky.cz)

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di Matteo Tacconi

Alle elezioni ceche del 2010 fu Radek John a sparigliare. Giornalista, romanziere, sceneggiatore, ottenne un risultato sensazionale con il suo partito, Affari pubblici. Fiscalmente conservatrice, promotrice della democrazia diretta, sostanzialmente filo-europea e nemica giurata – soprattutto questo – dell’establishment politico, bollato come marcio e corrotto, questa formazione prese oltre il 10 per cento e divenne socio della coalizione di destra, alleandosi dunque con i “nemici” della politica. Radek John fu ministro degli interni fino all’aprile del 2011, quando qualche capetto dal partito, tra cui il ministro dei trasporti Vit Barta, fu coinvolto in un giro di mazzette. Brutta storia, per chi si dichiarava immacolato e contestava le cattivi abitudini dei dinosauri delle istituzioni.

Da allora Affari pubblici non s’è più ripreso. Tanto che a ottobre, quando i cechi torneranno alle urne, anticipatamente, non si presenterà ai nastri di partenza. Alcuni dei suoi membri correranno sotto le insegne di Alba, altro partito dal respiro anti-politico, guidato dall’imprenditore Tomio Okamura, padre giapponese, madre ceca. Dovrebbe ottenere una percentuale di voti che oscilla tra il 3 e il 7 per cento.

Ano 2011, il partito di Babis, potrebbe diventare con il 14% la terza forza del parlamento

Ma il vero guastafeste di queste elezioni sarà Andrej Babis. È il Radek John di turno. Con la differenza, tutt’altro che irrilevante, che ha un sacco di soldi e i giornali non li scrive, ma li possiede. A luglio ha infatti acquisito il controllo di Lidove Noviny e Mlada Fronta Dnes, due dei principali quotidiani del paese. Intento chiaro, dicono in molti: si tratta di sostenere la campagna di Ano 2011, il partito di Babis, che va a gonfie vele nei sondaggi. Stando alle ultimissime rilevazioni potrebbe diventare con il 14 per cento il terzo gruppo del parlamento, dietro socialdemocratici e i comunisti.

Se mai il parallelo con l'ex premier italiano esiste, Babis può ricordare il Berlusconi del '94

Negli ultimi tempi Babis, il secondo uomo più ricco della Repubblica Ceca, attivo con la sua azienda Agrofert nel settore agricolo-alimentare, è stato paragonato a Silvio Berlusconi. Seppure i contesti, gli uomini siano e il fuoco mediatico a loro disposizione siano diversi, il parallelo può in una certa misura anche calzare. Babis può ricordare sotto certi aspetti il Berlusconi del 1994, l’imprenditore di successo che scende in campo proprio nel momento in cui la credibilità della classe politica è ai minimi termini.

In effetti gli ultimi anni sono stati segnati da uno stillicidio di pasticciacci. Nel 2005 il primo ministro socialdemocratico Stanislav Gross, astro nascente della sinistra dell’Est, si dimise dopo che venne fuori che il mutuo con cui comprò casa a Praga – uno dei tanti asset di Gross, la cui ascesa alla ricchezza è stata spesso oggetto di inchieste – era stato stipulato in modo assai poco trasparente. Nel 2006, pochi giorni prima delle elezioni, uscì un rapporto, vergato dall’allora capo dell’Unità centrale anticrimine, Jan Kubice, in cui si evidenziava che il successore e compagno di partito di Gross, Jiri Paroubek, aveva intrattenuto rapporti con la criminalità organizzata. Paroubek ha sempre negato quest’accusa.

Kubice ha fatto strada in politica, subentrando a Radek John come ministro degli Interni e restando in carica fino alle caduta, a luglio, del governo di centrodestra. Causata da un altro scandalo: le presunte mazzette e gli abusi di potere elargite e orchestrati da Jana Nagyova, capo di gabinetto dell’ex primo ministro Petr Necas, da tutti ritenuta la sua amante. Sospetto confermato dalle recenti nozze, in forma privata, tra i due.

La credibilità ai minimi termini della classe politica favorisce la corsa del tycoon, che propone tagli alle tasse e posti di lavoro

Questo poco edificante spettacolo spiana potenzialmente la strada a Babis, che propone taglio delle tasse, posti di lavoro e ripristino della moralità nelle istituzioni. Una piattaforma che piace alla borghesia e ai giovani, ma che non ha nulla di particolarmente eccezionale. Tuttavia in congiunture come queste, marcate dal distacco dei cittadini verso i partiti tradizionali, non serve prescrivere ricette troppo complicate.

Babis, così, entrerà in parlamento dalla porta principale, anche se non sarà il vincitore assoluto delle elezioni, come il Berlusconi nel ’94. Eppure lo scenario, a Praga, è assolutamente imprevedibile. A urne chiuse tutto può succedere. Anche che socialdemocratici e comunisti non riescano a formare una coalizione rossa-rossa, l’opzione che assicurerebbe una maggiore stabilità. Se Babis dovesse davvero ottenere la terza rappresentanza parlamentare, dunque la prima tra i partiti di centrodestra, potrebbe ritrovarsi in mano una crassa dote negoziale.

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