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DUELLO TV, LO SFIDANTE C’È

collage2Se anche i sondaggi dei due principali istituti demoscopici tedeschi, Emid e Forsa, hanno rilevato opinioni discordanti dai rispettivi campioni, allora è probabile che l'atteso duello televisivo fra Angela Merkel e Peer Steinbrück sia davvero finito in parità, come sostengono in maggioranza i giornali tedeschi del 2 settembre. Dietro quel risultato di 0-0 che lo Spiegel ha piazzato in apertura della sua edizione online, come se si trattasse di un posticipo della Bundesliga, c'è il racconto di una serata in cui i due contendenti hanno in fondo mantenuto le aspettative della vigilia: lo sfidante all'attacco, la cancelliera in assetto di contenimento, qualche schermaglia reciproca ma nessun affondo personale, nessuna stoccata decisiva ma un tenace tentativo di evidenziare differenze tra personalità e programmi per mobilitare al massimo i rispettivi elettorati e convincere quel terzo di indecisi che dovrebbe sbloccare la propria scelta solo dentro la cabina elettorale.

«Steinbrück è riuscito a risvegliare negli spettatori l'impressione di essere un politico che può guidare questo Paese», ha commentato la Zeit, «forse anche meglio dell'attuale cancelliera, ma non è riuscito a sciogliere alcune contraddizioni importanti, come quella sull'Agenda 2010, il pacchetto riformista di Gerhard Schröder, che un tempo aveva difeso energicamente e oggi vorrebbe altrettanto energicamente correggere». Questa e altre contraddizioni hanno impedito che un pur combattivo Steinbrück trovasse la chiave per aprire il fortino di Angela Merkel, meno coincisa nelle risposte (i moderatori hanno dovuto concedere al socialdemocratico 5 minuti di recupero) e più discorsiva.

«Così la cancelliera si è accontentata di ripetere nell'appello finale il suo programma personale», ha concluso la Zeit, «tranquillizzando i cittadini con la frase 'voi mi conoscete' e assicurandoli che ridandole fiducia, la Germania continuerà ad andar bene come oggi». Anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha focalizzato il suo commento sul mancato affondo di Steinbrück: «Le attese nei suoi confronti erano maggiori rispetto a quelle per Angela Merkel e ci si aspettava che lo sfidante riuscisse a polarizzare le due posizioni in modo da mobilizzare a suo favore l'elettorato ancora indeciso e tentare in extremis di vincere le elezioni. Ma tali attese non sono state esaudite, non contro questa cancelliera. Più volte Steinbrück ha cercato di incalzarla, ma ogni volta Merkel è riuscita a sottrarsi all'affondo, ripiegando su una narrazione tranquilla e di routine, parando ogni attacco, restituendo ogni tanto una breve stoccata e soprattutto riuscendo a togliere al suo avversario il vento dalle vele».

Per la Frankfurter, «Steinbrück è apparso, fin dall'inizio del confronto, uno sfidante soddisfatto di sé, della sua campagna elettorale puntellata di incontri con i cittadini impostati su un format di domande e risposte, come una lezione universitaria, ma non ha mai dato l'impressione di essere il capo di una falange disposta sul terreno per attaccare il palazzo della cancelleria». È vero che un tale atteggiamento aggressivo sarebbe potuto essere controproducente, tanto che gli stessi spin-doctor di Steinbrück lo avevano ammonito a non eccedere nelle polemiche e a non attaccare l'avversaria frontalmente, ma alla fine il duello di fatto non c'è stato e il terreno scelto è apparso più consono alle caratteristiche della cancelliera: «Merkel ha potuto evitare elegantemente ogni ostacolo, aggiungendovi l'aura della statista», ha concluso il quotidiano di Francoforte, «un duello non fa parte del suo mondo, lei non dà il meglio di sé nello scambio polemico di battute ma quando può affidarsi all'autocontrollo, non punta alla polarizzazione ma all'armonizzazione delle posizioni».

Così è davvero tutto perduto per l'Spd? Forse no. Steinbrück sapeva, già prima del duello, che la partita per la cancelleria era ormai perduta ma quella per il governo è ancora tutta da giocare. I socialdemocratici non possono più scalzare Angela Merkel ma possono evitare che il governo liberal-conservatore riottenga la maggioranza e costringere la cancelliera a una große Koalition. E uno dei tanti sondaggi post-duello, effettuato dalla rete pubblica Ard, ha evidenziato che fra gli elettori indecisi Steinbrück è risultato più credibile della cancelliera. È fra di loro, un terzo dei votanti, che si gioca l'ultima partita.