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A MOLLO SULL’EX CORTINA DI FERRO

La frontiera fra Germania e Polonia, che taglia senza cortesie la riviera della Pomerania sul Baltico, ebbe il suo momento di notorietà nel marzo 1945, quando un preveggente Winston Churchill prospettò in un discorso pubblico a Fulton, nel Missouri, la divisione dell'Europa in due sfere d'influenza politica: «Da Stettino nel Baltico a Trieste nell'Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente». Un'espressione che segnò l'intera epoca della guerra fredda.

La cortina di ferro divideva idealmente queste spiagge sabbiose, perché a guardare bene la cartina politica post-bellica, il vero fronte era 200 chilometri più a ovest, dove era stato posizionato il nuovo limes fra le due Germanie. La frontiera che qui correva, divideva Polonia e Ddr, due Stati appartenenti allo stesso blocco sovietico. Oggi che l'Unione Europea ha spostato sul fiume Narva in Estonia il suo bordo orientale, l'isola di Usedom è tornata ad assaporare una sua unità geografica, se non politica: il confine divide ora due Paesi dell'area Schengen e da una parte all'altra si transita senza neppure mostrare il passaporto.

Ne ha guadagnato anche l'industria turistica, attirando su questa costa visitatori dalle regioni dell'Europa centrale e dalla Scandinavia ma anche dai Paesi mediterranei, alla ricerca di atmosfere marittime in una certa misura esotiche rispetto a quelle di casa. Il panorama della lunga striscia di sabbia, che senza soluzione di continuità si estende da Peenemünde alla polacca Swinoujscie, l'antica Swinemünde tedesca, è puntellato dagli Strandkörbe, le tipiche poltroncine in vimini che sulle ventose coste settentrionali sostiuitscono sdraio e ombrelloni: più che dal sole, qui c'è bisogno di ripararsi dal vento. Il Baltico è un mare freddo, anche nei mesi estivi, e ci vuole un po' di coraggio per tuffarsi in acqua. Ma sono soprattutto la raffinata architettura delle località balneari, i vasti orizzonti azzurri, i caratteristici porti di pescatori, la vegetazione rigogliosa e le lunghe passeggiate sulla battigia ad attirare i turisti. E anche il cibo: chi ama il pesce, potrà restare sorpreso dai sapori dei mari del nord.

Due ponti ferroviari e tre stradali collegano l'isola di Usedom alla vicina terraferma: due da Greifswald e Anklam nel Land tedesco del Meclemburgo e uno da Stettino in Polonia. Sull'isola, treni regionali permettono di raggiungere qualsiasi località. La perla balneare è senza dubbio la tedesca Heringsdorf, già amata nei secoli scorsi da vari imperatori prussiani. Fu Federico Guglielmo IV ad affibbiarle il nome, che in tedesco significa villaggio dell'aringa. Lo charme aristocratico è rimasto intatto, sopravvivendo alle sciagure della storia, dalle bombe della guerra ai piani urbanistici degli architetti della Ddr. Dopo la riunificazione, massicci investimenti pubblici e privati hanno restituito agli edifici lo splendore di un tempo, imponendo questa località come il centro turistico dell'isola. Le stradine che degradano verso la spiaggia sono costellate da ville in stile neoclassico e anche il Kurhotel, l'imponente edificio che domina il lungomare, è stato riscattato dalle malinconie dell'architettura staliniana grazie a profonde ristrutturazioni e alla costruzione del Forum Usedom. L'attrazione principale è costituita dal molo, un vero e proprio pier all'inglese che dalla spiaggia si protende in mare aperto con padiglioni in vetro a forma di piramidi e un ristorante (ovviamente italiano) sulla punta.

Merluzzi, aringhe e pirogi. Se non varia, di certo la cucina dell'isola si serve di prodotti genuini, soprattutto di pesce pescato in giornata. Alla Deutsches Haus, nel villaggio di Ückeritz, riescono a rendere saporito anche il filetto di merluzzo con contorno di piselli e patate. Con una zuppa di antipasto e un Weissburgunder (il Pinot bianco tedesco) d'accompagnamento, ve la caverete con 22 euro. Se invece volete mangiare polacco, dovete dirigervi nella cittadina portuale di Swinoujscie: all'Albakora non mancano i tradizionali pirogi, una sorta di ravioli ripieni di carne. Accompagnateli con un'insalata, giusto per alleggerire la loro pesantezza e un bicchiere di Zywiec alla spina, la birra polacca: 13 euro. Per il pernottamento, lo Strandhotel Ostsee a Heringsdorf offre lusso e vista sul Baltico a 170 euro per una doppia. Un'alternativa più economica è Villa von Desny, nel limitrofo borgo di Bansin: doppie a 90 euro.

In aereo e treno, via Berlino. La via più semplice è atterrare a Berlino con i voli low-cost di Air Berlin, Ryanair e Easy Jet da molti aeroporti italiani. I prezzi variano da 90 a 230 euro. Da qui, 9 treni al giorno arrivano a Heringsdorf in 4 ore con scalo a Züssow: costo 45 euro in seconda classe. Se non amate l'auto, potete dunque farne a meno: sull'isola ci si muove meglio affittando una bici.

(Pubblicato su OggiViaggi)