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BANDA LARGA, MEGLIO A EST

Primi della classe, ma non su internet. Il Fibre to the Home Council (Ftth), un gruppo di coordinamento europeo per la diffusione della banda larga, ha presentato l’ultimo rapporto mondiale sul tema e i tedeschi si sono scoperti in fondo alla classifica. «I cavi a fibra di vetro sono le autostrade digitali del Ventunesimo secolo», ha commentato i risultati la Welt, «ma la maggioranza dei tedeschi è ancora connessa al web attraverso i cavi telefonici, i vecchi e cari cavi di rame dell’era analogica dei telefoni».

Secondo gli esperti del Ftth, appena mezzo tedesco su cento – per la precisione lo 0,44% – utilizza la banda larga attraverso il più moderno sistema a fibre di vetro, una quota che spinge la Germania non solo fuori dalla top 15, ma la condanna a un risultato più modesto della pur povera Romania. Non è che a Bucarest e dintorni abbiano granché da festeggiare: lì la percentuale arriva appena all’1%, ma c’è almeno una statistica in giro per il mondo nella quale i rumeni totalizzano un punteggio doppio rispetto ai tedeschi.

Per la Welt è un risultato che fa scandalo: «Ancora nel 2008, l’allora governo di grande coalizione guidato sempre da Angela Merkel, aveva annunciato con grande enfasi l’obiettivo della banda larga per tutti entro la fine del 2010. Un bersaglio neppure sfiorato, e invece sempre più il bilancio viene abbellito con trucchi contabili». Per il governo tedesco si parla di banda larga già quando attraverso la linea passano 384 kilobit al secondo, una quantità che tuttavia non permette di visualizzare in maniera fluida neppure un video di modesta qualità. Per l’Unione Europea, invece, è necessaria almeno una trasmissione di 2000 kilobit al secondo per potersi vedere un buon film.

«Non ci sono giustificazioni per il deficit che la Germania sta accumulando», ha proseguito il quotidiano conservatore, «anche perché il fabbisogno di infrastrutture a banda larga cresce anche qui in maniera esponenziale. Questo vale per le reti di dati ma anche per i cosiddetti allacciamenti stazionari, da casa o dal lavoro. E in più c’è la richiesta delle videoteche di sostituire il tradizionale business di affitto o vendita diretta dei dvd con quello online, attraverso lo scaricamento dei film direttamente dalla rete».

Il futuro in alcuni casi è già presente. Telefonate via internet attraverso Skype o Google utilizzate da utenti privati o da aziende e uffici, lo sviluppo delle trasmissioni televisive via web, lo scambio di dati di grandi dimensioni per i lavori di architetti o ingegneri, la diffusione del telelavoro: l’era digitale ha bisogno di infrastrutture adeguate. Ma il governo mescola le carte in tavola, innalzando a criterio delle proprie prospettive di banda larga la tecnica della connessione alla rete piuttosto di quella dei cavi di trasmissione dei dati.

E se nelle città la situazione non è ottimale, nelle campagne è ancora peggio. Lo scorso ottobre la Cdu, il partito democristiano di Merkel, aveva tentato una riforma della legge sulle telecomunicazioni che avrebbe obbligato le aziende del settore ad assicurare connessioni veloci nell’intero Paese. Ma questo passaggio venne cancellato all’ultimo minuto da un emendamento dei liberali.

«Il problema risiede nella presenza dominante che la Deutsche Telekom detiene sul mercato», ha proseguito la Welt, «e nel suo impegno nella tecnologia Dsl che scoraggia investimenti in tecnologie più moderne. L’infrastruttura di rete tedesca è così obsoleta per i tentennamenti del governo nel liberalizzare l’infrastruttura statale delle comunicazioni».

Riforma che invece è avvenuta in Giappone, non a caso in cima alla classifica dell’utilizzo della banda larga con il 26% degli utenti, seguiti a distanza dalla Norvegia con il 14% e dalla Corea del Sud con il 12. Che sia fibra di vetro o sistemi di cablaggio alternativi, sorprende nel rapporto la presenza ai primi posti per la velocità della trasmissione internet dei Paesi dell’Europa orientale. Alle spalle della Corea del Sud, che qui detiene il primato, spiccano Romania al 2° posto, Bulgaria al 3°, Lituania al 4°, Lettonia al 5°, Ucraina all’8° e Moldavia al 13°. Posizioni inframmezzate dai Paesi scandinavi e da alcune nazioni asiatiche, che in questo campo rappresentano le frontiere dell’innovazione. Il motivo dell’exploit dei Paesi dell’est è dovuto alla ristrutturazione del sistema di telecomunicazioni di stampo sovietico avvenuto dopo la caduta dei regimi: abbandonato il vecchio modello, ci si è affidati alle tecnologie più moderne. E ora la Germania deve rincorrere.