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BERLINO, TERZO MANDATO PER WOWEREIT?

Una pioggia fitta e continua accompagna i 2 milioni e mezzo di berlinesi che, da questa mattina alle 8, stanno votando per il rinnovo del parlamento cittadino. Si vota fino alle 18, un minuto dopo i primi exit poll diranno come è andata. In genere ci azzeccano. Si vota anche per i Bezirk, le circoscrizioni, che qui sono più vaste di quelle delle grandi città italiane e hanno molte più competenze: in questo caso, ai votanti per l'Abgeordnetenhaus si aggiungono anche i cittadini del paesi Ue residenti a Berlino da almeno tre mesi e i minorenni dal 16° anno di età. L'Abgeordnetenhaus è il parlamento berlinese, che ha funzione di assemblea regionale, giacché la capitale è uno dei 16 Land della Germania. Di conseguenza, il borgomastro di Berlino di fatto somma le funzioni di sindaco e presidente di regione. La giornata uggiosa, seppur non insolita per metà settembre, potrebbe contribuire a tenere alla larga gli elettori meno coinvolti dai seggi: si ipotizza una delle percentuali più basse di partecipazione al voto della storia berlinese.

I sondaggi hanno ballato un po' nell'ultima settimana. Ma una cosa sembra ormai certa: Klaus Wowereit, il sindaco uscente, ha in tasca il biglietto del terzo mandato. L'incertezza è invece con chi governerà. L'oscillazione dei dati negli ultimi giorni ha rimescolato molte carte. Va ricordato un fatto: ancora sei giorni fa, i sondaggisti avvertivano che oltre un terzo degli elettori risultava indeciso. Se non vi erano più dubbi che Wowereit con l'Spd avesse preso il largo, difficile era ipotizzare cosa stesse accadendo alle sue spalle.

Nell'analisi ci si appoggia volentieri alle tendenze misurate dagli istituti di opinione, perché in genere sono molto affidabili. Qualche volta prendono cantonate anche loro (ad esempio, nelle elezioni federali del 2005) ma negli ultimi tempi non hanno riservato sorprese, specie a livello amministrativo. Così negli ultimissimi giorni gli spostamenti sono stati i seguenti: sorpasso al secondo posto della Cdu sui Verdi, arretramento della Linke, balzo in avanti (oltre la soglia del 5%) dei Pirati, piccoli segnali di vita anche dall'Fdp. Questi ultimi, determinati dalla "svolta euroscettica" dei liberali sulla crisi dei debiti e dell'euro, sembrano avere più effetto sull'opinione a livello federale che berlinese. Ma si vedrà.

Se tali spostamenti dovessero essere confermati, allora le opzioni in mano a Wowereit si restringerebbero sensibilmente rispetto a quel che si pensava ancora una settimana fa. Si riteneva che il vecchio-nuovo sindaco potesse avere tre carte in mano: proseguire il governo di sinistra con la Linke, farne uno nuovo coi Verdi o addirittura puntare a una coalizione "social-borghese" con la Cdu. Potrebbe invece accadere che, a voler governare con un solo partner, a Wowereit non resti che quest'ultima ipotesi, per lui certamente la più indigesta, la Große Koalition in salsa berlinese. Altrimenti sarà necessario allearsi in tre, con tutto quello che il triangolo significherebbe in termini di maggiore instabilità. Si balla sul filo dei voti: bisogna vedere chi entrerà nell'Abgeordnetenhaus e chi no, come verranno redistribuiti di conseguenza i seggi e fra quanti partiti, quanto caleranno effettivamente i Verdi rispetto ai sogni di gloria di inizio campagna elettorale e quanto effettivamente salirà la Cdu. Se ci saranno i Pirati oppure no e anche che fine faranno per davvero il liberali. Troppe incognite per risolvere un rebus, fattosi complicato sul filo di lana. Meglio attendere ancora qualche ora per conoscere il volto nuovo del terzo mandato di Wowereit.