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STADTSCHLOß, UN NUOVO CASTELLO PER BERLINO

Articolo di Pierluigi Mennitti

 

Può sembrare un paradosso che, mentre altre capitali europee ricorrono a edifici o strutture ultramoderne per caratterizzare il panorama urbanistico di inizio secolo, Berlino, la città innovativa per eccellenza, si affidi invece a un vecchio simbolo dell'età prussiana. Dopo aver gettato il cuore oltre l'ostacolo, ricomponendo in chiave futuristica le arterie spezzate dell'ex città divisa, Berlino ha deciso di completare la sua ricostruzione post-unitaria rimettendo nel cuore vuoto del suo centro storico lo Stadtschloß, il castello di città, per cinque secoli dimora di principi e Kaiser, che gli urbanisti della Ddr rasero al suolo dopo la seconda guerra mondiale per innalzare il Palazzo della Repubblica.

Come ha scritto il Berliner Morgenpost del 7 luglio, «la commissione Bilancio del Bundestag ha dato il via libera definitivo al progetto a larga maggioranza, stanziando il denaro necessario nonostante un aumento di 38 milioni di euro rispetto ai costi preventivati: in totale il nuovo-vecchio castello costerà 590 milioni di euro, ma i critici temono che alla fine i costi complessivi saranno ancora maggiori». La ricostruzione dello Stadtschloß, di fronte al Duomo protestante e alla fine dell'Unter den Linden, è anche un pezzo di orgoglio italiano piantato nel cuore della nuova capitale europea. Il vincitore del progetto è infatti il 68enne vicentino Franco Stella che ha reinterpretato lo storico edificio imperiale adattandolo alle esigenze di una moderna città del Ventunesimo secolo che lo trasformerà in centro museale e culturale raccogliendo nelle sue sale le collezioni delle arti del mondo sparse in altri musei: l'intera struttura verrà affidata alle cure della vicina università e si chiamerà Humboldt-Forum.

Il finanziamento da parte del governo era dunque l'ultimo ostacolo a un'avventura infinita, iniziata all'indomani della caduta del muro per iniziativa di Wilhelm von Boddien, facoltoso commerciante amburghese, che con la sua fondazione ha superato le opposizioni di quanti trovavano anacronistico impegnare risorse e denaro per rimettere in piedi un simbolo del passato. L'ultimo intoppo risale al 2009 quando, in seguito alla necessità di mettere un freno alla spesa pubblica dopo la crisi finanziaria globale, il governo decise di rimandare ancora di qualche anno la realizzazione del progetto che non avrebbe dovuto comunque superare i 552 milioni di spesa, somma fissata nel 2007. Una cupola da 28,5 milioni di euro «Che in quattro anni la cifra sia aumentata di 38 milioni», ha proseguito il Morgenpost, «è dovuto a un complicato sistema di calcolo adottato dopo la presentazione del progetto di Stella. Gli esperti hanno dovuto esaminare con maggior precisione tutte le voci previste, aggiungendo così dei costi che in un primo momento non erano stati presi in considerazione». Che tale aumento non abbia trovato in commissione grandi opposizioni, tranne quella della Linke che però è contraria all'intero progetto, è dovuto da un lato alla migliorata situazione delle casse pubbliche tedesche, dall'altra alla volontà di chiudere al più presto questa vicenda, trascinatasi fra polemiche e contrasti pure troppo a lungo.

Ma il castello degli Hohenzollern difficilmente sfuggirà al suo turbolento destino. La nuova discussione ora riguarda la cupola, che Franco Stella ha ridisegnato così come era: costo 28,5 milioni di euro. Questa cifra è al momento rimasta fuori dai 590 milioni previsti. Il dibattito che si era scatenato sull'intero edificio si è così riproposto in sedicesimo sulla cupola: una metropoli moderna ha davvero bisogno di una cupola identica a quella di secoli addietro? Uno dei simboli della capitale riunificata è d'altronde la nuova cupola del Reichstag, la sede del Bundestag, reinterpretata in chiave moderna dall'architetto Norman Foster, perché dunque non rinunciare al disegno originario, realizzare una cupola più sobria e risparmiare ancora qualche euro? 

«Il dibattito è destinato a proseguire anche dopo il via libera della commissione», ha concluso il quotidiano berlinese, «i sostenitori del castello vorrebbero mantenere il progetto nella sua interezza, compresa la cupola e i preziosi ornamenti barocchi del portale, ma i rappresentanti politici di Cdu, Fdp e Verdi hanno posto una condizione: che i 28,5 milioni di euro necessari vengano finanziati attraverso donazioni private». Una sfida difficile in una città poco avvezza a mettere le mani nelle tasche dei privati, come ha dimostrato la difficoltà di finanziamento incontrata per il restauro di un altro simbolo cittadino, la Gedächtniskirche, chiesa della memoria bombardata nel centro dell'ex Berlino Ovest. «Naturalmente speriamo che questa volta vada diversamente», ha detto Johannes Kahrs, deputato dell'Spd, il partito più favorevole alla ricostruzione del castello, «ma sull'impegno pubblico non è detta l'ultima parola: se alla fine dovessero mancare alcuni milioni, bisognerà pur considerare il fatto che sarà impossibile lasciare incompleta un'opera in un luogo così importante di Berlino».

(Lettera 43)