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DRAGHI, ARRIVA IL SI’ TEDESCO

Ancora ieri, nella conferenza annuale con la stampa estera, Angela Merkel si era tenuta sul vago, evitando di pronunciare qualsiasi giudizio sulla corsa alla presidenza della Bce: «Sono fatta così, mi prenderò fino all'ultimo minuto disponibile, ma poi vi avvertirò della scelta». Ma nelle ultime ventiquattro ore la lancetta dell'orologio deve essere corsa più in fretta della clessidra normalmente usata dalla cancelliera.

E pochi minuti fa il settimanale Die Zeit ha lanciato sul suo sito online una dichiarazione raccolta direttamente dalla Merkel che suona come il via libera definitivo: «Ich kenne Mario Draghi. Er ist eine sehr interessante und erfahrene Persönlichkeit. Er steht unseren Vorstellungen von Stabilitätskultur und solidem Wirtschaften sehr nahe. Deutschland könnte eine Kandidatur von ihm für das Amt des EZB-Präsidenten unterstützen». Tradotto: «Conosco Mario Draghi. Si tratta di una personalità interessante ed esperta e assai vicina alla nostra idea di cultura della stabilità e di un'economia solida. La Germania potrebbe sostenere una sua candidatura alla presidenza della Banca centrale europea.

Non sorprenda il congiuntivo utilizzato: könnte, potrebbe. Per chi ieri si è scontrato con il muro di gomma della cancelliera verso ogni domanda riguardante la Bce, quello di oggi, se non sarà smentito, è un passo in avanti decisivo. Che apre definitivamente le porte a Mario Draghi.