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L’AMORE-ODIO FRA INDUSTRIALI E GRÜNEN

La chiamano luna di miele e, in politica come nella vita, indica quell’intenso e breve momento dopo un matrimonio in cui tutto appare bello e spensierato. I problemi, se ci saranno, verranno più tardi. Ora è il tempo delle dichiarazioni di eterno amore. Come se la caveranno i Verdi alla prova con la regione simbolo dell’industrializzazione tedesca è l’interrogativo più intrigante dopo lo sconquasso elettoale che ha capovolto il panorama politico di Stoccarda. E per il momento, imprenditori ed ecologisti si scambiano attestazioni di stima reciproche. Non sarà amore a prima vista, ma in fondo anche i matrimoni di interesse hanno una loro funzione.

«Ascoltando gli umori nel mondo imprenditoriale del Baden-Württemberg», ha scritto il Financial Times Deutschland, «si avverte che la svolta politica non suscita particolari preoccupazioni e che il futuro governo verde-rosso non viene vissuto come uno scenario da film dell’orrore. Il presidente della Camera di commercio di Stoccarda, Herbert Müller, ha già in programma nei prossimi giorni un incontro con il futuro capo del governo regionale Winfried Kretschmann per discutere i termini di una ristrutturazione in chiave ecologica dell’intero distretto industriale». Che le due parti possano avere una diversa idea di cosa significhi “ristrutturazione in chiave ecologica” pare al momento una questione secondaria. L’apertura del mondo industriale va però segnalata come un punto di partenza importante: «Per l’economia è anche una grande chance», ha concesso Müller.

Prudenza e disponibilità sono dunque le parole d’ordine dell’impresa, almeno in questa prima fase. Un approccio prudente che si nota sia fra i manager delle grandi aziende che fra i responsabili delle tante medie e piccole imprese che costituiscono la spina dorsale di questa sorta di Lombardia tedesca. «Perfino i più duri avversari si astengono dal pronunciare parole critiche», ha proseguito il quotidiano finanziario, «e attendono di capire quali misure il nuovo governo vorrà prendere prima di minacciare un’eventuale fuga dalla regione». Del Baden-Württemberg si è sempre detto che la politica viene gestita dal governo, ma l’economia è dominio esclusivo delle potenti organizzazioni imprenditoriali. Questa è la terra di colossi come Daimler e Bosch, marchi simbolo dell’eterno miracolo economico tedesco. «Daimler è ormai da tempo un’azienda leader nelle tecnologie innovative, tema centrale delle politiche verdi», hanno fatto sapere dai vertici dell’azienda automobilistica, «e dunque non avremo alcun problema a collaborare costruttivamente con il nuovo esecutivo regionale». Stessa rilassatezza dalle parti di Bosch: «Noi ci aspettiamo un programma di governo stabile che definisca un’affidabile cornice entro la quale preservare il buon clima economico della regione e, magari, esaltare i punti di forza che già ci sono», ha detto Franz Fehrenbach, il presidente del gruppo dirigenziale.

Gli imprenditori, per il momento, si trasformano in politici, attingendo a piene mani farina dal sacco della diplomazia, in attesa di capire se il confronto con il nuovo esecutivo, e soprattutto con i Verdi che lo guideranno, sarà davvero un incontro a carte scoperte o un’insidiosa partita di scacchi. La convinzione è che i nuovi arrivati avranno tutto l’interesse a dimostrare che le loro politiche sono compatibili con il benessere economico della regione e che sarebbe un ingenuo autogol gettare il bastone nelle ruote dell’industria. Winfried Kretschmann pare consapevole della sfida e, nella conferenza stampa del 28 marzo, ha rimarcato la propria conoscenza dei problemi del settore e vantato i contatti con i rappresentanti del mondo imprenditoriale. Kerstin Andreae, donna chiave per le politiche economiche dei verdi locali, ha dichiarato al Ftd «che da tempo i Grünen predicano il dogma che una ristrutturazione ecologica dell’industria possa avvenire solo in collaborazione e non contro le imprese» e si dice certa che «tra gli imprenditori prevalga la curiosità verso le nuove politiche piuttosto che la paura: sanno che non vieteremo le auto private, costringendo tutti i lavoratori a recarsi in fabbrica con gli autobus, ma sanno anche che non daremo il via libera alla costruzione di qualsiasi strada».

Per gli industriali, la garanzia al momento resta Kretschmann, la sua serietà e la sua moderazione. Il timore è che la base del partito possa tirarlo per la giacca e spingerlo sul terreno dell’avventurismo. E in questa evenienza vedono l’Spd, con la sua tradizione operaista e la sua esperienza governativa, come un utile correttivo a eventuali estremismi: «Il piano per il rafforzamento delle infrastrutture stradali dei socialdemocratici non è molto distante da quello immaginato dagli imprenditori», ha concluso Herbert Müller. L’impressione è che il contestato progetto della nuova stazione ferroviaria Stuttgart 21 possa essere il primo, difficile, banco di prova per la tenuta della luna di miele fra mondo industriale e nuovo governo. Da come Kretschmann sbroglierà questo nodo dipenderà la natura dei rapporti fra due mondi che ora provano a venirsi incontro.

(Pubblicato su Lettera 43)