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NECKERWESTHEIM SI SPEGNE PER SEMPRE

Prime misure concrete dopo la decisione del governo tedesco di adottare una moratoria di tre mesi alla legge sul prolungamento dell'attività delle centrali nucleari varata lo scorso autunno. La notizia più clamorosa viene dal Baden-Württemberg, dove la questione si intreccia con la campagna regionale che fra poco meno di due settimane vedrà i partiti della coalizione di governo (che è la stessa a Berlino e a Stoccarda) alle prese con un voto difficile e carico di conseguenze. Il presidente del Land, Stefan Mappus (Cdu), che aspirerebbe alla riconferma, ha appena comunicato di fronte al Landtag che la centrale nucleare di Neckerwestheim 1 verrà spenta definitivamente.

Si tratta di uno degli impianti più vecchi attualmente in funzione. Il governo tedesco ha inoltre deciso lo spegnimento temporaneo delle altre sei centrali "anziane", in attesa che le verifiche della commissione di esperti incaricata di testare le misure di sicurezza, alla luce delle novità emerse nel caso di Fukushima, fornisca i suoi verdetti fra tre mesi, al termine della moratoria.

Si spengono i reattori di Biblis A, Biblis B, Brunsbüttel, Isar I, Unterweser e Philippsburg 1, tutti in funzione da prima del 1980. Le verifiche della commissione verranno fatte su tutte le 17 centrali nucleari sul territorio tedesco, comprese quelle di costruzione più recente. Quasi un quarto dell'intero fabbisogno energetico tedesco proviene attualmente dall'atomo. Il governo di Berlino vuole anche attivare un'iniziativa a livello europeo, affinché i controlli vengano eseguiti anche in tutte le altre centrali atomiche presenti sul suolo dell'Unione Europea. Particolari preoccupazioni suscitano alcuni impianti di vecchia generazione in Francia e Repubblica Ceca, paesi
confinanti con la Germania.

Tedesco è anche il commissario europeo per l'energia. Günter Oettinger, curiosamente ex presidente proprio del Baden-Württemberg, ha riunito in giornata i ministri dell'Ue, con i quali è stato concordato di avviare un test delle centrali atomiche sul modello di quello della Germania. Nessun paese ha opposto un rifiuto e la Francia ha già confermato che testerà uno a uno gli impianti sul suo territorio. Queste verifiche, chiamate stress-test, dovranno valutare le misure di sicurezza esistenti contro terremoti, alluvioni e attacchi terroristici.

E mentre il ministro degli Esteri giapponese invita i leader e opinioni pubbliche mondiali a mantenere il sangue freddo e a non lasciarsi prendere dal panico, le notizie che giungono dal Giappone continuano a occupare i notiziari straordinari delle tv all-news e le pagine di tutti i media online e cartacei. Difficile immaginare che l'apprensione possa calare.