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LA RIVOLTA DELLE STREGHE NEL PAESE DI DRACULA

La speranza è che il premier Emil Boc non sia un uomo superstizioso. Perché, qualora lo fosse, il conflitto che sta infiammando in queste settimane il paese danubiano potrebbe segnare la sua fine politica. La Bild ha gettato uno sguardo nella vicina Romania e ha tirato fuori una storia che sembra uscita dai secoli passati, anche se i motivi che l’hanno scatenata sono decisamente moderni: «Streghe e maghe sono scese sul sentiero di guerra per contrastare la proposta del governo di Bucarest di mettere fine al privilegio che vede i loro guadagni esenti dalle tasse».

Nel paese di Dracula, dove l’occulto gioca un ruolo a cavallo fra credulità popolare e tradizione storica, l’attività di professionisti della superstizione viaggia a gonfie vele. «Stregoni e ciarlatani – ha riportato il quotidiano popolare tedesco – guadagnano in un anno circa 15mila euro, una cifra 5 volte superiore alla media di un normale salario rumeno e il governo ha intenzione da subito di porre fine all’anarchia fiscale del settore, imponendo una tassa equivalente al 32% degli incassi».

Il dibattito prosegue in Parlamento, dove i deputati si scontrano su aliquote e percentuali. Ma all’esterno, le streghe hanno annunciato battaglia. Con mezzi del tutto particolari. Il giornalista Helge Timmerberg, uno dei più eclettici scrittori di viaggio del panorama letterario tedesco, è volato fin nei Carpazi, all’ombra del castello di Vlad III principe di Valacchia, per assistere a una curiosa cerimonia anti-governativa: «Bratara Buzea, la strega che mi ha invitato, lega assieme tre pupazzi di pezza: il più grande, con i capelli biondi, è il primo ministro rumeno, il più piccolo, anch’esso con i capelli biondi, è il suo vice, il terzo pupazzo rappresenta il suo ministro più importante. Il voodoo balcanico può cominciare, il fuoco crepita in un forno aperto, la brace sembra bruciare a dovere. In una gabbia costruita con una rete metallica, un gatto nero e un pollo si lamentano spaventati. Io sono vegetariano e ho chiesto a Bratara di non farmi assistere a sacrifici animali. Mi ha promesso che non lo farà, questa notte non ce n’è bisogno, c’è la luna piena che rende i sortilegi più potenti e, in una notte come questa, può anche rinunciare a compiere i sacrifici su gatto e pollo. D’altronde, aggiunge, ha già fatto una maledizione al Parlamento la settimana scorsa e un’altra la farà la prossima. Nessuna tregua, dice di essere certa che il premier veste sempre un indumento di color porpora, il colore che serve per allontanare il malocchio, ma le sue maledizioni sono più forti, attraversano la porpora come una freccia e vanno diritte al cuore».

La cerimonia che Timmerberg descrive sembra uscita da un libro di fiabe o da un trattato di antropologia dei Carpazi. Ci sono gli ingredienti magici, come il sale, i grani di pepe nero, piante strane di cui non rivela il nome e terra scura raccolta da un campo dove i cani si combattono. Ci sono le pozioni fumanti, i resti di un cuore d’oca putrefatto in cui la strega intinge lo spiedo arroventato dalla brace, prima di infilzare al cuore i tre onorevoli pupazzi, declamando frasi misteriose che dovrebbero creare l’incantesimo decisivo ad affossare la proposta governativa. Un fluido magnetico dai monti dei Carpazi al mastodontico palazzo di marmo di Bucarest, voluto da Ceausescu per celebrare la propria megalomania e oggi sede dell’assemblea della Romania libera, ventisettesimo membro dell’Unione Europea, dove un manipolo di politici vuole mettere le mani nelle tasche degli indagatori dell’occulto.

«Gli incubi di un popolo discendente dal Conte Dracula – ha proseguito la Bild – spingono nelle braccia di maghi e ciarlatani una clientela vasta ed eterogenea. Madri, manager, ragazze malate di anoressia abboccano alle decine di annunci pubblicati sui giornali locali sotto la rubrica occultismo, che promettono consigli utili a superare le difficoltà della vita e del lavoro dietro compensi che vanno dai 10 ai 100 euro a visita». E non mancano, ovviamente, anche i politici: «Non immagina neanche quanti di loro vengono da noi – ha rivelato Bratara a Timmerberg – utilizzano le nostre magie per andare al potere e poi vogliono toglierci il denaro guadagnato».

Una classe politica ingrata. Ma l’articolo scritto per la Bild ha un taglio letterario e, per lunghi tratti, l’autore dimentica gli effetti politici della controversia e si preoccupa della salvezza del gatto e del pollo, che osservano con occhi terrorizzati il compimento del sortilegio, senza sapere che, almeno questa notte, la loro vita verrà salvata: «Mi chiedo continuamente se Bratara ha compreso il nostro accordo, se ha capito che gli animali, almeno di fronte a me, non devono essere sacrificati». La descrizione prosegue, fin nei minimi dettagli, con il cronista terrorizzato almeno quanto le due bestiole, ma alla fine salveranno la pelle tutti e tre. Segue un piccolo compendio di magia, che apre uno spaccato su questo angolo di Balcani trapiantato nel cuore dell’Europa misteriosa, lontano dalle preoccupazioni per la crisi dell’euro o dei paesi vicini alla bancarotta economica e per il futuro politico dell’Unione: «C’è la magia bianca e quella nera, quest’ultima più potente perché permette di superare i mari e i monti e di soddisfare i desideri più difficili, come quelli di una moglie che vuol recuperare il marito fuggito con una giovane australiana dall’altra parte del mondo». Varia la credulità e variano ovviamente anche i prezzi.

Riusciranno Parlamento e governo a resistere a questi influssi? Le mura di marmo del Palazzo del popolo non sono tinte di porpora e i sortilegi di Bratara e delle sue centinaia di colleghi promettono di oltrepassare ogni barriera. Timmerberg conclude il suo viaggio proprio lì, nel cuore politico di Bucarest, dove incontra uno dei deputati più giovani del paese, Daniel Oajdea, non ancora trentenne, membro del Partito liberaldemocratico al governo. «È un giovane del Ventunesimo secolo – lo ha descritto – veste jeans slavati e un semplice pullover, è un politico moderno che desidera l’euro e le frontiere aperte e dice di avere fin troppe cose da fare per preoccuparsi delle minacce delle streghe». Tuttavia, la proposta di tassazione deve superare una seconda votazione, dopo essere stata abbondantemente emendata, perché nella prima la maggioranza dei suoi colleghi ha votato contro. «Paura degli incantesimi? Può essere – ha risposto Oajdea – anche se nessuno di loro lo ammetterà apertamente».