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FOTOREPORTAGE/3. WEIMAR IL CUORE SILENZIOSO

Basterebbe soffermarsi di fronte alla statua che raffigura, uno di fianco all'altra, le due icone della cultura tedesca, Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller, per racchiudere in un simbolo il sapore di questa città. Weimar è il cuore tranquillo della Germania culturale, il rifugio provinciale e sicuro di un paese a volte anche troppo grande. Nel 1999 si è ripresa per un anno lo scettro di regina culturale d'Europa e da allora non lo ha più mollato. In silenzio. Tutto si concentra nei pochi chilometri quadrati del centro, tornati a risplendere nei colori pastello delle sue abitazioni dopo l'incuria degli anni della Ddr: il teatro, la casa di Goethe, quella di Schiller, il museo del Bauhaus, il rifugio di Nietzsche. Tra Ottocento e inizio Novecento, gran parte della vita artistica della Germania si raccolse qui. Le case degli scrittori fanno un certo effetto, anche se il mobilio non è spesso quello originale. E tuttavia emoziona fermarsi qualche minuto nella stanza dove Goethe o Schiller componevano i propri versi. Il servizio fotografico racconta di una città fuori dalle rotte del turismo tradizionale che tuttavia è necessario conoscere per capire a fondo la Germania riunificata.

Un particolare della statua di Goethe e Schiller di fronte al teatro nazionale tedesco.
Il mercato di fiori e frutta nella piazza centrale del Comune.
La casa di Goethe. Il poeta visse a Weimar dal 1775 al 1786.
Citazioni letterarie sui muri ciechi dei palazzi.
Antiche atmosfere per moderni turisti.
Rinnovo del parco macchine, ma la vecchia Trabi ancora resiste.
Dalla musica klezmer a quella classica, per strada si suona di tutto.
Restano anche scorci della Weimar ai tempi della Ddr.
I colori pastello della Germania riunificata.