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LITERATURFESTIVAL, BERLINO GUARDA A EST

Si apre oggi a Berlino la decima edizione dell'Internationales Literaturfestival, undici giorni di discussioni, letture, dibattiti e concerti sparsi un po' ovunque per la città. Luogo centrale sarà l'Haus der Kulturen der Welt, l'edificio a forma di ostrica appollaiato nel parco del Tiergarten e ormai confinante con i palazzi governativi della Cancelleria e del Reichstag. Focus di questa edizione: l'Europa dell'Est. Così Berlino torna a guardare verso l'oriente continentale, alle sue espressioni artistiche più recenti, da quelle letterarie a quelle teatrali e musicali e soprattutto a farsi guardare e scrutare dagli scrittori di quei paesi per i quali, dalla caduta del Muro, rappresenta una sorta di centro di gravità permanente.

Ci sono i romanzieri già affermati anche in occidente, dai rumeni Mircea Cartarescu e Filip Florian al bulgaro Ilija Trojanow, dal polacco Andrzej Stasiuk agli ucraini Oksana Sabuschko e Juri Andruchowytsch dal russo Vladimir Sorokin al lettone Sergej Timofejew (nati però entrambi in quella che fu l'Unione Sovietica), anziani maestri del cinema come l'ungherese (ma rumeno di nascita) Andras Kovacs, l'intellettuale serba Borka Pavicevic, fondatrice a Belgrado del centro per la decontaminazione culturale che per il suo impegno nella preservazione delle contaminazioni culturali dei Balcani è stata insignita lo scorso anno del premio europeo "Route", oltre a nomi noti della scena letteraria tedesca come Peter Schneider e il russo-berlinese Wladimir Kaminer. E poi registi, attori, critici letterari, editori, imprenditori teatrali, musicisti e anche un pugno di economisti, arrivati per raccontare come vive l'altra metà d'Europa il tempo della prima crisi dopo la fine del comunismo. Duecentosettanta artisti da sessantacinque paesi, troppi per citarli tutti, compresi quegli scrittori giovani che saranno magari famosi domani e che rappresentano il nucleo vitale di una generazione appena affacciatasi sulle scene culturali dei loro paesi.

Oltre ai temi legati all'Osteuropa, da segnalare la presenza dello scrittore cinese Liao Yiwu, autore di libri di grande successo in tutto il mondo (ma non ancora pubblicato in Italia), censurato e perseguitato nel suo paese per la sua attività letteraria e politica: tra le sue opere anche "Massacro", un racconto in versi crudo e duro sulla repressione di Piazza Tienanmen. Ancora lo scorso anno a Liao Yiwu fu impedito di accogliere l'invito degli organizzatori della Fiera del libro di Francoforte che aveva come ospite d'onore proprio la Cina. Questa volta gli organizzatori berlinesi hanno avuto più fortuna e lo scrittore dissidente è sbarcato un paio di ore fa all'aeroporto di Tegel.

Il programma è denso, gli appuntamenti concentrati dal pomeriggio alla notte spesso si sovrappongono, per raccapezzarsi meglio dare un'occhiata al sito ufficiale: la semplice selezione degli eventi è già un impegno che richiede tempo e pazienza. Si parte questa sera con il primo incontro ravvicinato nel segno dell'Ucraina, quello fra il poeta Serhij Zhadan e la band Sobaky v kosmosi, versi mescolati a ritmi ska e reggae contaminati da sonorità del folk ucraino, un genere sempre più diffuso nei club culturali da Varsavia a Odessa.