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IL POLITICO E IL DISSIDENTE

Tramontata l'idea di un'accoppiata al femminile alla guida della locomotiva europea, saranno due uomini a contendersi il 30 giugno prossimo la presidenza della Repubblica tedesca: Christian Wulff, il politico e Joachim Gauck, il dissidente. Il primo, 51 anni, nato a Osnabrück, guida il Land della Bassa Sassonia. Ha iniziato a far politica con i giovani della Cdu ed è uno dei superstiti di quel gruppo di emergenti di belle speranze ai tempi di Kohl, poi marginalizzati da Angela Merkel. Che infatti gli avrebbe preferito la ministra del Lavoro Ursula von der Leyen.

Ma il braccio di ferro all'interno del partito e con gli alleati di governo l'ha vista soccombente, a testimonianza di un momento non troppo felice per la cancelliera che ha dovuto subire la vendetta dei colonnelli. Uomo dal profilo un po' dimesso, Wulff ha dovuto attendere l'appannamento della stella di Gerhard Schröder (della Bassa Sassonia pure lui) per emergere ad alti livelli. Contro l'ex cancelliere ha perso due elezioni regionali, nel 1994 e nel 1998, riuscendo a conquistare il governo del Land solo nel 2003, peraltro contro l'attuale leader dell'Spd, Sigmar Gabriel. È considerato un conservatore un po' vecchio stile, Biedermeier è uno dei soprannomi che gli hanno appiccicato addosso. L'immagine pubblica più recente lo ritrae impacciato ma dignitoso sotto la pioggia sulla pista dell'aeroporto di Hannover mentre attende il rientro da Oslo della diciannovenne Lena Meyer-Landrut, la nuova eroina nazionale che ha riportato in Germania dopo 28 anni il titolo dell'Eurovision Song Contest, il festival musicale europeo festeggiato da queste parti come una vittoria al mondiale di calcio.

Joachim Gauck, 70 anni, noto per aver presieduto l'autorità che ha indagato sugli archivi della Stasi, è invece il candidato di socialdemocratici e verdi. L'Spd lo aveva proposto alla Merkel come nome per un grande accordo bipartisan, ma lei ha rifiutato. Nato a Rostock, città anseatica sul Baltico (che in Germania si chiama Ostsee) finita dopo la guerra nella parte orientale del paese, ha avuto un'infanzia segnata dalle persecuzioni comuniste. Figlio di un capitano di marina spedito in Siberia dai sovietici con l'accusa di spionaggio, Gauck non ottenne il permesso di studiare germanistica per diventare giornalista e dovette ripiegare su teologia, entrando successivamente nella chiesa evangelica-luterana del distretto del Mecklenburgo. La chiesa ha funto spesso da rifugio per i non allineati al regime della Ddr. Nelle settimane della rivoluzione pacifica che portò alla caduta del comunismo, Gauck entrò a far parte del Neues Forum, guidò le famose prediche del lunedì nella chiesa di Rostock e organizzò le manifestazioni che si svolsero in città. Entrò come deputato nella prima e ultima assemblea parlamentare della Ddr dopo la caduta del Muro, poi assunse la guida dell'autorità che indaga sugli archivi della Stasi (BStU) fino al 2000. Da allora non ha più ricoperto incarichi pubblici, rifiutando sia la presidenza della Bundeszentrale für politische Bildung che le candidature al Bundestag offertegli dall'Spd. È padre di quattro figli, tre dei quali fuggirono a ovest tra il 1987 e il 1989.

La partita appare comunque già segnata a favore di Wulff: nella Bundesversammlung - l'assemblea preposta all'elezione del presidente della Repubblica composta dai membri del Bundestag e dai delegati nominati dai 16 Länder (giova ricordare che il Bundesrat, la camera federale, non partecipa alla votazione) - la maggioranza di governo che lo appoggia ha un vantaggio di 23 voti. E sebbene gli esponenti dell'Spd sostengano che Gauck, che a suo modo si definisce «un conservatore liberale di sinistra», possa strappare qualche voto nel campo liberale, la sua corsa appare tutta in salita. Non lo appoggerà l'altro partito di sinistra, la Linke, che sul passato regime della Ddr ha opinioni totalmente divergenti da quelle dell'ex dissidente.