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POTERE GLOBALE

La Federazione Russa di Putin e Medvedev si è posta, in questi ultimi 10 anni, come un cruciale attore strategico, dopo che, per tutti gli Anni '90, presunti studiosi o esperti, nemici o falsi amici della Russia, ne avevano decretato la sua fine storico-strategica. Grazie all'enorme afflusso di capitali derivanti dall'esportazione verso l'Occidente delle risorse naturali dei giacimenti siberiani e artici, il Cremlino ha potuto rigenerare, invece, le sue forze armate che oggi come ieri rappresentano il baluardo fondamentale della Russia nel respingere ogni tentativo di ingerenza esterna, non solo sul suo territorio, ma anche in quella zona d'interesse strategico che rispecchia esattamente i Paesi una volta parte dell'Unione Sovietica.

Con questa chiave di lettura vanno lette le recenti crisi ucraina, georgiana e dello Scudo ABM americano in Europa Orientale, che hanno visto Mosca protagonista di una dura battaglia nel fronteggiare le ambizioni della NATO a cingerla in un ristretto anello di sicurezza e relegarla definitivamente a Stato di secondo ordine, che certo oggi la volontà della Russia di rispolverare i suoi sogni di potenza globale non permettono semplicemente nemmeno di pensare.

(Dal sito Aurora)

Il saggio ricostruisce la nascita e lo sviluppo dell'Unione Sovietica quale superpotenza mondiale, descrivendo gli strumenti ed la strategia che le hanno permesso di svolgere il ruolo di primo concorrente e avversario degli Stati Uniti d’America nella seconda metà del XX° secolo. È poco noto, infatti, il programma per la realizzazione della bomba atomica sovietica, solo recentemente reso pubblico in Italia, con la pubblicazione del lavoro dello storico russo Roy Medvedev. L’URSS, benché devastata dall’aggressione nazista del 22 giugno 1941, nell’arco di quattro anni riesce a colmare il gap tecnologico-nucleare con gli USA.

Difatti, nell’agosto 1949 viene fatto esplodere il primo ordigno atomico sovietico, mentre nel 1954 fa esplodere la prima Bomba all’Idrogeno, superando gli USA nella corsa agli armamenti nucleari. In seguito, Mosca decide, nella scelta del vettore strategico principale, di adottare i missili balistici intercontinentali, al contrario di Washington, che punta sui bombardieri con equipaggio.Neanche il gap tecnologico tra USA e URSS, nel settore dei sottomarini lanciamissili balistici, perdura oltre un lustro. L’arsenale strategico-nucleare dell’URSS è la principale eredità dell’era sovietica che viene trasmessa alla Federazione Russa di oggi. Ed è grazie a questa eredità, che la Russia di Putin e Medvedev ricostruisce e riacquista il suo ruolo di potenza mondiale.

(Dal sito dell'editore)

Alessandro Lattanzio

Potere Globale - Il ritorno della Russia sulla scena internazionale

Fuoco Edizioni, 157 pagine, 13 Euro