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LA RUSSIA E IL MURO

Non lontano dal centro di Mosca, in un piccolo parco vicino al Museo Sacharov, c'é un pezzo del Muro di Berlino. In mezzo a un'aiuola, parte integrante della cornice di verde. È quasi nascosto, non é certo uno dei monumenti più fotografati e visitati della capitale, che ha ben altro da offrire. È però un simbolo di quel legame tra Russia e Germania che da vent'anni a questa parte si é rafforzato sempre più. Tanto che si é arrivati a parlare di asse Mosca-Berlino e qualcuno forse impaurito ha tirato fuori dal cilindro del passato il patto Molotov-Ribbentropp di cui quest'anno ricorre il settantesimo anniversario. Fantasmi che ritornano.

Ciò che é certo é che quelli che fino al 1945 e poi durante il periodo della Guerra Fredda erano due nemici oggi sono diventati se non ottimi alleati certamente solidi partner. Per approfondire lo sviluppo dei rapporti russo-tedeschi ci siamo affidati ad Andreas Brenner, analista politico della redazione russa della Deutsche Welle, la radio internazionale tedesca. Prima del 1989 la funzione della Dw, come per la Bbc o Radio Free Europe, era quella di fare arrivare in Russia l'informazione occidentale libera, oggi il quadro é completamente cambiato.

Tutto é partito dalla caduta del Muro. "Non bisogna dimenticare - dice Brenner - che é stata la perestrojka di Mikhail Gorbaciov, la sua volontà di riformare l'Unione Sovietica, a permettere anche quella svolta pacifica nella Ddr che poi ha portato all'abbattimento della cortina di ferro. Senza Gorbaciov da una parte, ma anche senza Helmut Kohl dall'altra, forse la storia avrebbe avuto un esito diverso. I rapporti tra Unione Sovietica (fino a quando non si é dissolta, nel 1991) e poi Russia con la Germania sono sempre stati condizionati dalle forti personalità dei leader politici.

Prima Gorbaciov poi Eltsin hanno condotto dal Cremlino una politica da cui il cancelliere Kohl ha saputo cogliere i migliori frutti. Anche dopo di loro, con Vladimir Putin e Gerhard Schröder, le cose sono andate sempre per il meglio. Fino ad arrivare ai giorni nostri con Dmitry Medvedev e Angela Merkel". In effetti sembra proprio che tra Russia e Germania si sia andati d'amore e d'accordo indipendentemente dal tipo di governo che ci sia stato a Berlino e a Mosca. "Anche con quest’ultimo cambiamento (la vittoria dell'alleanza di centrodestra in Germania, n.d.a.) le cose non muteranno certo. I tedeschi sono mossi da un sano pragmatismo e le linee di fondo, i legami commerciali ed economici, contano più del colore delle coalizioni".

Non é solo però una questione di business, tra Russia e Germania i punti di contatto sono molti altri, vent’anni fa come oggi. "Naturalmente l'economia gioca un ruolo fondamentale, lo si é visto fin da quando la Germania di Kohl fu la prima a sostenere all'inizio degli anni Novanta l'economia russa alla deriva. Ma sono forti anche i legami tra società e cultura e tantissime le iniziative che portano tedeschi in Russia e viceversa. E c'é anche qualcosa di più, che non si può spiegare forse con i numeri. È il fatto che russi e tedeschi, nonostante si siano brutalmente combattuti durante la seconda guerra mondiale, si guardano ora negli occhi e non hanno paura o sfiducia, anzi.

Mosca e Berlino si considerano alla stessa altezza, nessuno vanta superiorità, ma sono consapevoli di essere partner indispensabili a vicenda. Questo é non solo un'eredita del crollo del Muro, ma é iniziato molto prima, già con la Ostpolitik di Willy Brandt all'inizio degli anni Settanta. Poi sono venuti altri momenti altamente simbolici, come il discorso tenuto in tedesco da Vladimir Putin al Bundestag a Berlino all’indomani dell'11 settembre. Russia e Germania sono vicine e lo resteranno”.

(Pubblicato sul Corriere del Ticino)