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IL PETROLIO E LA GLORIA

Se in Italia praticamente nessuno si occupa a livello giornalistico di Asia centrale negli Usa é diverso. Uno dei migliori libri pubblicati in inglese e ora anche in italiano sugli Stan é quello di Steve LeVine. LeVine è uno che sa bene quello che scrive per essere stato corrispondente tra Caucaso e Asia centrale dal 1992 al 2003. Dagli uffici di Almata, Baku, Tashkent e Tbilisi, ha seguito le vicende dell’area per Newsweek, Financial Times, Washington Post, New York Times, e infine per il Wall Street Journal. Ora aggiorna chi si interessa di Caspio, petrolio e affini dal suo blog Oilandglory. Un must, un po come GazpromNation, libro e blog.

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Remoto, ostile, instabile, il Mar Caspio ha a lungo tentato il mondo con le sue grandi riserve petrolifere. Ma gli stranieri, bloccati dal sistema chiuso dell’Unione Sovietica, non vi poterono arrivare. Poi l’Unione Sovietica crollò, e nella regione iniziò una corsa frenetica su vasta scala. Insieme ai petrolieri, si accalcarono nel Caspio i rappresentanti dei principali Paesi del mondo in cerca di una quota dei trenta miliardi di barili di riserve petrolifere certe che erano in gioco, e iniziò una tesa battaglia geopolitica. I principali competitori erano Mosca e Washington – la prima cercando di mantenere il controllo sui suoi Stati satellite, la seconda intenta a far sloggiare la Russia a beneficio dell’Occidente.

Il petrolio e la gloria è l’avvincente racconto di quest’ultima fase della lotta epocale per il controllo dell’“oro nero” del pianeta. Steve LeVine, inviato nella regione per il Wall Street Journal, il New York Times e Newsweek, intesse una sorprendente narrazione su capacità di gioco politico ad alti livelli, cupidigia e scandalo in uno dei più opachi angoli del mondo. Nel racconto di LeVine, i giganti energetici mondiali fanno manovre per avere una parte nei ricchi giacimenti kazaki e azeri, mentre le superpotenze cercano di ottenere un punto di appoggio strategico nella regione e di ostacolarsi a vicenda.

Al cuore della storia c’è la gara per costruire e gestire oleodotti che escano dall’isolata regione, la chiave per controllare il Caspio e il suo petrolio. L’oleodotto per il petrolio che fu costruito, il più lungo al mondo, è stato tra i più grandi trionfi in politica estera di Washington in almeno quindici anni.

Nel racconto, LeVine introduce competitori come James Giffen, un affarista americano che è stato anche il “faccendiere” a livello politico per le compagnie petrolifere ansiose di fare affari nel Caspio e l’intermediario per il presidente e i ministri del Kazakistan; John Deuss, l’ostentato commerciante olandese di petrolio che vinse molto ma perse ancor di più; Heydar Aliyev, lo spesso frainteso presidente azero che trascese il suo passato di membro del Politburo sovietico e fu la mente direttiva di un progetto per allentare il controllo russo sulle sue ex colonie nella regione del Caspio; e tutti i tipi di canaglie, avventurieri, e altri guidati dall’irresistibile richiamo di ricchezze incalcolabili e dalla possibile “ultima frontiera” dell’era dei combustibili fossili.

La storia più ampia è intorno agli interrogativi geopolitici della fonte di ricchezza petrolifera del Caspio, se la Russia possa essere un alleato affidabile e un partner commerciale dell’Occidente, e cosa significhi l’ingresso di Washington in questa regione caotica ma importante per la sua stabilità a lungo termine. Narrazione intensa e piena di suspense, Il petrolio e la gloria è la cronaca decisiva di eventi che sono compresi da pochi, ma il cui impatto politico ed economico sarà profondo e duraturo.

(dal sito della casa editrice Il sirente)

petroliogloria

 

Steve LeVine

Il petrolio e la gloria - La corsa al dominio e alle ricchezze della regione del Mar Caspio

Il Sirente, 492 pagine, 20 Euro