Vai al contenuto

Ora l’appello arriva dal mondo economico: fate presto e fate bene. La quarta ondata del Covid, finita in Germania fuori controllo per un complesso di responsabilità, rischia di danneggiare ancora una volta l’economia, a partire da quei settori maggiormente esposti come i servizi. “Più tamponi, più vaccinazioni, capacità di seguire i tracciamenti dei contagi, e soprattutto regole più restrittive per scongiurare nuovi lockdown”, chiede Clemens Fuest, presidente dell’Ifo di Monaco, uno degli istituti di ricerca economica più autorevoli del paese. Continua su Startmag.it

Orgoglioso di non essere vaccinato. Fino all‘ultimo. Mentre la quarta ondata della pandemia sta mettendo in ginocchio l’Austria, primo Paese europeo a sperimentare il lockdown per i non vaccinati e a dare il via alla vaccinazione per i bambini tra i 5 e gli 11 anni prima ancora dell’autorizzazione dell’Ema, il capo della destra populista austriaca della Fpö si è ritrovato ammalato di CovidHerbert Kickl ha combattuto nelle ultime settimane la battaglia privata e pubblica contro il vaccino, favorendo invece le teorie dei medicinali miracolosi, nel suo caso l’ivermectina, utilizzata solitamente contro pidocchi o scabbia. E anche se ora è in isolamento a casa con la febbre, c’è però da giurare che la sua strategia non cambierà. Continua su Tag43.it

Quella bielorussa è una crisi internazionale, non è solo un duello tra Minsk e Bruxelles con la partecipazione accidentale di Varsavia. E come tale non può essere risolta senza la collaborazione della Russia. L’Unione europea deve trattare con Vladimir Putin, l’unico che può fare pressione su Alexander Lukashenko. Allo stesso tempo, l’Europa non può trattare con il Cremlino solo su un fronte, quando i dossier aperti sono molti, la maggior parte dei quali riconducibili a una battaglia più ampia che vede contrapposta la Russia agli Stati Uniti. Il problema dei migranti ai confini tra Ue e Bielorussia è solo un tassello della Guerra fredda ritornata in grande stile dopo il cambio di regime in Ucraina nel 2014 e lo spostamento del baricentro di Kiev verso Occidente. Continua su Tag43.it

Delle tre donne tedesche più potenti nel mondo è sicuramente quella meno conosciuta. Ma con Angela Merkel che ha dato l’addio dopo 16 anni alla Cancelleria e Ursula von der Leyen che alla presidenza della Commissione europea non è proprio una stella che brilla, è quella più forte. Martina Merz è la Lady di ferro dell’industria tedesca. Anzi la signora dell’acciaio, visto che dalla poltrona di Ceo di Tyssenkrupp, lo storico colosso di Essen, dirige una delle più potenti società al mondo del settore. Continua su Tag43.it

Sedici anni di Angela Merkel hanno lasciato il segno, nel bene e nel male. Il prossimo governo tedesco, guidato dal vincitore formale delle elezioni, il socialdemocratico Olaf Scholz, oppure dall’erede designato della Cancelliera che rimarrà in carica sino a che il Kanzleramt avrà trovato il suo nuovo inquilino, il leader della Cdu Armin Laschet, i problemi da risolvere non saranno pochi. Sono lontanissimi i tempi in cui la Germania era il grande malato d’Europa. Quel gigante dai piedi d’argilla che alla fine degli Anni 90 Helmut Kohl aveva traghettato attraverso la complicata riunificazione. Le crisi del secondo millennio, casalinghe e internazionali, si sono però aggravate durante il lungo regno di Frau Angela che ha sì governato a braccetto con la Spd o con i liberali della Fdp, ma oltre a mettere qualche pezza, ha lasciato un’eredità difficile. Continua su TAG43.it