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“Svenduti”. È il sentimento che aleggia nelle capitali dell’Europa centro-orientale nei confronti di Joe Biden sul tema del nord stream 2. Perché a seconda che la questione si guardi dall’osservatorio di Berlino, Mosca o Varsavia-Tallin-Praga, la prospettiva cambia. L’apparente disponibilità della nuova amministrazione americana a ricercare una qualche forma di accordo con la Germania sul raddoppio del gasdotto russo-tedesco sotto il Baltico ha scombussolato le carte al di là dell’Oder-Neisse. E poco conta che nel cambio di rotta di Washington, qualora dovesse essere confermato dai futuri incontri al vertice tra cui spicca quello tra Biden e Merkel fissato per luglio, pesi una robusta dose di realismo. Gli europei centro-orientali, freschi di ritorno in Europa e (ingenuamente?) adoranti della bandiera a stelle e strisce, si sentono adesso “svenduti” [... continua su Startmag.it]

C’è frizione fra le élites tedesche, quelle politiche e quelle economiche. È una sorta di grande freddo, insinuatosi nel corso dell’ultima legislatura e consolidatosi nei lunghi mesi della pandemia. Soprattutto con le forze di governo, accusate ora di timidezze riformistiche, ora di lentezze in investimenti strutturali (specie nel digitale), ora di introdurre leggi invasive come quelle sulla moralizzazione delle filiere, sulle quote rosa nei consigli di amministrazione o sull’obbligo dell’home office durante i lockdown. Ma anche con quelle di opposizione, o almeno con una parte di esse: con la Linke i rapporti non sono mai stati cordiali, con i Verdi, nonostante i vari tentativi di confronto e dialogo, resta una grande diffidenza su accelerazione e modalità della transizione ecologica. [... continua su Startmag.it]

Nata come formazione euroscettica nemmeno una decina di anni fa, Alternative für Deutschland (AfD) si è rapidamente trasformata in una forza radicale di destra nazionalista e populista, capace di conquistare consenso soprattutto nelle regioni della ex Germania orientale. Nel 2017 è entrata per la prima volta al Bundestag, il parlamento nazionale, con il 12,7 per cento dei voti, e per il prossimo appuntamento del 27 settembre i sondaggi la danno più meno sullo stesso livello. Il 6 giugno, però, l’AfD ha subito una battuta d’arresto alle elezioni in Sassonia Anhalt: i nazional-populisti nonostante i sondaggi positivi della vigilia non sono riusciti a battere la Cdu. Continua su Tag43.it

La protagonista dell‘ultimo libro dello scrittore tedesco David Safier è Angela Merkel: la cancelliera, andata in pensione da qualche settimana, si è messa a fare la detective indagando su un omicidio avvenuto in un paesino dell’Uckermark, distretto nell’est della Germania al confine con la Polonia. In questa regione Merkel, figlia di un pastore protestante, nata ad Amburgo e poi trasferitasi nella DDR, ha trascorso davvero la sua infanzia e nella finzione si ritrova a seguire le orme di Miss Marple (il titolo del libro è Miss Merkel), accompagnata da marito, guardia del corpo e cane (di nome Putin).

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L‘ultima della serie è stata Karin Kneissl, ex ministra degli Esteri austriaca, finita questa primavera nel Consiglio di amministrazione (Board of directors) di Rosneft, il colosso statale russo del petrolio. La vicenda ha suscitato una grande eco in Europa, visto che qualche tempo prima, era l’estate del 2018, Kneissl aveva invitato Vladimir Putin al suo matrimonio, con tanto di valzer e inchino finale. Kneissl, diplomatica in carriera, era stata chiamata al governo del cancelliere Sebastian Kurz in quota FPÖ, il partito nazionalpopulista austriaco. Ora è alla corte del Cremlino. E non è l’unica. Continua su Tag43.it