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Fu Gerhard Schröder a vivere da cancelliere l’ultima crisi economica tedesca. Correvano i primi anni Duemila e, con i disoccupati sulla soglia dei 5 milioni, la Germania era considerata il malato d’Europa, condannato a un declino inevitabile. Poi arrivarono le riforme del mercato del lavoro e dell’assistenza pubblica, che diedero alle imprese il segnale della riscossa. Schröder ne fu l’artefice ma a riscuoterne l’incasso politico fu Angela Merkel, beneficiaria di un decennio d’oro di crescita e supremazia sui mercati globali. Oggi, dopo i primi segnali di raffreddamento dell’economia, la Germania si riscopre spaventata e intimorita dalla prospettiva che si avverino le preveggenze delle inascoltate Cassandre che, ancora in tempi di vacche grasse, invitavano governi e imprese a evitare eccessivi trionfalismi e ad attrezzarsi per non perdere il treno dell’innovazione. Continua a leggere su Startmag

Gli ultimi mesi sono stati un po’ difficili per Vladimir Putin. Proteste a Mosca e in mezza Russia legate alle prossime elezioni amministrative, ma anche slegate dalla politica, come quelle a Yekaterininburg, dove le manifestazioni iniziate contro la costruzione di una chiesa in un’area verde si sono trasformate in un movimento anti-sistema, non solo locale. ...continua a leggere "PUTIN, RATING E PROTESTE"

Nell’agosto di 11 anni fa scoppiò la guerra in Georgia: cinque giorni di fuoco in cui l’esercito russo arrivò poco lontano da Tbilisi, fermandosi vicino a Gori, la città natale di Stalin. L’allora presidente Mikhail Saakashvili, salito al potere nel 2003 con la Rivoluzione delle rose, era caduto nella trappola di Vladimir Putin e volendo riportare a tutti i costi le repubbliche (già de facto indipendenti) di Abcasia e Ossezia del Sud sotto il controllo georgiano scatenò il conflitto che si concluse con la perdita definitiva dei due territori. Continua su Lettera43

A sentire Martin Schulz, è stato scelto “il ministro più debole del governo tedesco” ed è uno scandalo che “una tale performance sia evidentemente sufficiente per diventare presidente della Commissione europea”. Risentimenti personali a parte (e Schulz, da quando ha bruciato il suo potenziale politico, ne è un portatore sano) le più forti delusioni per la scelta di Ursula von der Leyen alla maggiore carica dell’Unione Europea arrivano proprio dalla Germania. Talvolta la politica è bizzarra: proprio quando tutto sembrava indicare all’ambiziosa nobile tedesca una neppure troppo onorevole via del tramonto, ecco che dal cilindro delle indecisioni europee è uscito il coniglio della rinascita, l’inatteso balzo verso un eccitante proscenio europeo.  Continua a leggere su Startmag

Nell’inverno di ormai oltre sette anni fa (febbraio 2012) il movimento antiputiniano ebbe il suo momento di massimo successo. Oltre centomila persone in piazza a Mosca, altre decine di migliaia tra San Pietroburgo e alcuni dei maggiori centri in Russia. Le elezioni truccate alla Duma del dicembre 2011 avevano scatenato le proteste dell’opposizione extraparlamentare (quella sistemica era ed è sempre sul divano), supportata anche da elementi del sistema, in un momento in cui vari gruppi intorno al Cremlino erano in una fase più conflittuale del solito. ...continua a leggere "PUTIN, ELEZIONI E PROTESTE"