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Clima, lavoro e maggiore giustizia sociale sono i cardini del programma economico con cui Olaf Scholz, ex sindaco di Amburgo e ministro delle Finanze uscente, vuol conquistare la cancelleria. Presentate e votate dai delegati già agli inizi di maggio, tali proposte erano finite un po’ all’angolo, complici i sondaggi catastrofici che avevano accompagnato i socialdemocratici sino all’estate. Poi, di colpo, la rinascita, il recupero e addirittura il sorpasso prima sui Verdi e poi sull’Unione. Oggi, a tre settimane dal voto del 26 settembre, Scholz è il favorito e quel programma è adesso letto e discusso come la probabile base di future trattative di governo. Continua su Startmag.it

Angela Merkel ha ammesso chiaramente un paio di giorni fa il disastro occidentale in Afghanistan. «Una valutazione sbagliata. Non una valutazione sbagliata tedesca, ma una valutazione sbagliata comune», ha detto la cancelliera sottolineando come «non siamo riusciti a raggiungere quello che ci eravamo preposti». Una conclusione «molto amara» dopo una missione sotto l’egida della Nato durata 20 anni. Con Mario Draghi e gli altri leader europei Merkel deve trovare ora la strategia per affrontare la probabile emergenza profughi. Con il premier italiano è già stata discussa telefonicamente la questione della protezione umanitaria di quanti hanno collaborato con le istituzioni italiane e tedesche e soprattutto delle categorie più vulnerabili, a partire dalle donne che sotto il regime dei talebani sono le prime a rischiare la limitazione dei propri diritti fondamentali. Continua su TAG43.it

La prima volta era stata nel 2019. Alla vigilia del voto per il Parlamento europeo aveva pubblicato sul suo canale Youtube un video intitolato Die Zerstörung der Cdu (la distruzione della Cdu), visto da milioni di tedeschi, nel frattempo quasi 20, e aveva contribuito al tonfo del partito della cancelliera Angela Merkel, arretrato di 6 punti e sceso sotto il 30 per cento. Prima di allora era conosciuto solo al suo pubblico di internet e dei social, ma l’attacco diretto alla più grande formazione tedesca e soprattutto i suoi effetti sul voto lo avevano reso celebre in tutta la Germania. Rezo, nome d’arte per un talento del web di cui della vita privata si conosce poco se non il fatto che non ha nemmeno 30 anni, proviene da una famiglia religiosa. Da piccolo veniva vessato a scuola, poi ha studiato informatica e si è diplomato. È vegano e non fuma. Dettagli, come il ciuffo blu che lo contraddistingue, in una biografia che in realtà ha poca importanza di fronte all’impatto che Rezo ha avuto e può avere sulla politica tedesca.  Continua su TAG43.it

È una sfida alla crisi e forse anche allo spirito del tempo, un tempo in cui lo Stato incarnato in Germania dalla Grosse Koalition di cui la stessa Unione è il partito principale ha rioccupato il proscenio, in nome della battaglia contro la pandemia e le sue conseguenze. Il programma elettorale dell’Unione (Cdu e Csu), presentato nel giorno del solstizio d’estate, miscela passato e futuro, prova a tenere i piedi ben piantati per terra poggiando sulla stabilità di 16 anni di governi Merkel e a gettare il cuore oltre l’ostacolo, promettendo un decennio di innovazione e digitalizzazione che in qualche modo riconosce – senza mostrare però autocritica – l’impasse sul tema nell’era merkeliana. Continua su Startmag.it

A trent’anni dalla riunificazione tedesca ci penserà un nuovo centro di studi e ricerche a elaborare strategie economiche e sociali per accompagnare lo sviluppo delle regioni orientali tedesche. Si chiamerà con una certa enfasi Zukunftszentrum für europäische Transformation und Deutsche Einheit, Centro futuro per la trasformazione europea e l’unità tedesca, e potrebbe avere la sua sede a Francoforte sull’Oder, città al confine con la Polonia che già ospita l’Università Viadrina, accademia impegnata nelle politiche di integrazione europea con lo sguardo rivolto a Est. È una delle proposte fatte proprie dal governo e presentate dall’incaricato per il processo di unità tedesca.

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