Vai al contenuto

La narrazione in Occidente sul caso Navalny è profondamente (volutamente) errata. Politica e media (servi o ignoranti poco importa), raccontano del duello tra il presidente e il dissidente (sic: il buon Sacharov che quest’anno ne avrebbe compiuti cento si sta rivoltando da tempo nella tomba), della lotta tra il Male e il Bene. Demonizzazione dell’uno e santificazione dell’altro. È un po’ l’inevitabile e superficiale gioco in cui sguazza la propaganda, detto in generale, ma che per la Russia e di questi tempi vale molto di più, dato che Navalny ha accusato direttamente Putin di essere il mandante del suo tentato omicidio. Vero che sia o meno (io propendo per altre ipotesi), la riduzione del discorso si minimi termini dello scontro tra due persone è una colossale fesseria.

...continua a leggere "PUTIN, NAVALNY E I SILOGARCHI"

Anche in Germania la seconda ondata della pandemia ha raffreddato la ripresa economica dopo il crollo della primavera 2020. I dati del quarto trimestre, comunicati qualche giorno fa dall’istituto di statistica, permettono di evitare per un soffio la recessione attesa da tutti gli analisti, ma lo +0,1 di crescita rispetto al trimestre precedente vale più che altro per le statistiche. Dopo la ripresa impetuosa in estate, con il + 8,5% registrato nel terzo trimestre del 2020, la Germania aveva sperato di poter recuperare più in fretta del previsto il tonfo del – 9,7% di Pil segnato nel secondo trimestre dell’anno, quello segnato dal lockdown quasi totale che aveva paralizzato anche le industrie del paese. Ma così non è stato. Continua su Startmag.it

Su Navalny mi sono sbagliato. Pensavo che non sarebbe tornato a Mosca, visto che era evidente che nel migliore dei casi l’avrebbe aspettato il carcere. Sarebbe stato comodo e sicuro per lui, e per la famiglia, starsene in Germania, o altrove, a Londra o a Washington. Associarsi in qualche modo agli altri esiliati di lusso come Khodorkovsky, Kasparov, Kara Murza e via dicendo, che da lontano tentano di combattere il regime di Putin. Ma in questo modo, esattamente come i suddetti, sarebbe finito troppo lontano dai giochi veri, senza alcuna possibilità di influenzare ciò che accade a Mosca. I tamburi che battono lontano dal Cremlino non sono molto ascoltati dai russi.

...continua a leggere "DUE PAROLE SU NAVALNY"